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Elezioni Regionali 2010
L’importanza di partecipare al voto… comunque

Il gruppo consigliare di Lineacomune intende richiamare l’attenzione sulle prossime elezioni regionali del 28 e 29 Marzo.
Consapevoli che le questioni di stretta attualità riguardanti la corruzione di politici, gli intrecci mafia-politica, lo scandalo abbattutosi sulla protezione civile e la mancanza generalizzata di legalità, possono costituire un forte disincentivo all’impegno politico, anche solo per recarsi alle urne, riteniamo che anche, e soprattutto in questo momento ci sia la necessità di una forte e serena partecipazione popolare al voto.
Lineacomune affonda le sue radici negli anni della crisi dei partiti e dello scandalo di tangentopoli, in cui la gente aveva bisogno di nuovi modelli di riferimento. Da qui nasceva la lista civica Lineacomune, che, a livello locale, offriva al cittadino l’impegno di persone nuove, con forti ideali e soprattutto con la voglia di mettersi a servizio dei cittadini e del bene comune in modo totalmente disinteressato. Lineacomune, dopo tanti anni, mantiene ancora questo spirito e per questo è fiduciosa che sia a livello nazionale sia locale rinasca una nuova coscienza civica fatta di rispetto e impegno per il prossimo.
Anche e soprattutto per questi motivi non bisogna mancare questo impegno elettorale in cui siamo chiamati a eleggere gli amministratori della nostra Regione, l’ente che ormai governa molti dei servizi offerti ai cittadini e che necessita appunto di persone all’altezza del proprio incarico, e soprattutto oneste e trasparenti. In attesa di una legge elettorale più democratica per scelta delle candidature alle elezioni, noi cittadini vogliamo, dobbiamo comunque essere determinanti nella scelta dei nostri governanti.

Cittadinanza onoraria a Don Roberto
Michela Viscardi

Mi spiace molto dover ancora una volta esordire con una nota negativa: anche in un’occasione così comunitariamente importante, in cui l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto responsabilmente operare nella ricerca del massimo del consenso, la minoranza, che pure rappresenta una parte della popolazione, è stata un’altra volta posta di fronte al fatto compiuto, privata della possibilità di esprimere un proprio parere preventivo contribuendo con eventuali proposte. Un comportamento tanto più scorretto e meno accettabile quanto più la delibera in oggetto è eccezionale, non siamo infatti di fronte ad un normale atto amministrativo: mai il comune di Calusco aveva finora conferito una cittadinanza onoraria, dunque una decisione per certi versi “storica”.

Ma, seppur amareggiata, intendo andare oltre con serenità e spirito costruttivo, come ritengo giusto in una circostanza come questa.

Sulla figura di Don Roberto una equilibrata valutazione del significato e dei risultati della sua presenza tra noi, non può prescindere da una fondamentale ed oggettiva constatazione, doverosa per chi ha fede, ma neppur così facilmente eludibile per chi non crede: egli è un prete, un sacerdote, al di là dell’umanità dei suoi pregi e dei suoi limiti. Il suo ruolo ricopre così una dimensione che va oltre l’umano ed è questa la dimensione preponderante; nell’esercizio quotidiano della sua missione egli ha reso possibile, per 14 anni, la presenza e la diffusione della parola di Cristo tra di noi.

Tutto il resto, il suo dinamico contributo in campo sociale, civile e culturale, la sua disponibilità senza limiti orari, la sua capacità di coinvolgere e raccogliere consensi, le sue doti di predicatore, seppur ampiamente rilevante e meritevole viene dopo, ed è ascrivibile ad un piano più tipicamente umano.

“Vengono dopo” anche alcuni aspetti della sua presenza, soprattutto negli ultimi tempi, che ritengo meno convincenti e che sarebbe ipocrita far finta di ignorare. Viviamo oggi a Calusco, come nell’intero Paese, una divisione nella comunità causata da forti passioni politiche, fondate a volte sulla pura ideologia, che hanno portato a divisioni e fratture anche tra la stessa comunità parrocchiale; l’idea che l’appartenenza ai valori della fede sia appannaggio di una sola parte, ci ha fortemente penalizzato ed è stata da me vissuta con disagio e sconcerto.

Ebbene, in tale contesto, ho patito l’assenza di una sua personale e più equilibrata funzione di riferimento e guida.

Tuttavia una riflessione complessiva di quanto argomentato e, non secondo, il desiderio di riconciliazione mi portano a concludere che gli aspetti positivi si impongono sugli altri, anche se vista la delicatezza e la complessità dell’argomento, credo che ognuno abbia il diritto/dovere della propria libera valutazione, indipendentemente dall’appartenenza ad uno schieramento politico.

Pertanto concordo con l’attribuzione a Don Roberto del riconoscimento della cittadinanza onoraria, senza peraltro dimenticare i numerosi uomini e donne, parroci e curati che in passato hanno contribuito alla formazione ed alla crescita spirituale e civile del nostro paese.

Cittadinanza Onoraria
Giovedì 24 Settembre 2009
Il gruppo consigliare di Lineacomune

La proposta e il voto di una cittadinanza onoraria non è argomento da affrontare a cuor leggero, dando per scontato che il pensiero di alcuni, anche se molti, sia quello di tutti.
L’espressione “di tutti” rappresenta l’essenza stessa del conferimento del titolo. Una cittadinanza onoraria limpida e meritoria, anche se tecnicamente possibile con il solo voto di maggioranza, si riconosce dal nostro punto di vista solo all’unanimità, o al limite con stragrande maggioranza.
La proposta e il percorso verso il voto di una cittadinanza onoraria, così come molti altri temi che coinvolgono aspetti di coscienza e etica, devono coinvolgere tanto la maggioranza quanto le minoranze politiche. Non è pertanto plausibile, semmai deprecabile, il metodo adottato da questa maggioranza di non discutere, né tanto meno comunicare con il dovuto anticipo, la scelta di conferire a Don Roberto questa onorificenza. È una aberrazione politica votare la prima cittadinanza onoraria di Calusco (la prima in assoluto nella storia della nostra comunità) senza prima condividere un regolamento e istituire una commissione di giudizio effettivamente rappresentativa della cittadinanza, in grado di stabilire regole e metodi oggettivi.
In questo contesto risulta “strana” e subdola la scelta di questa maggioranza che impone a Lineacomune un voto, senza un confronto preliminare, su una figura, che seppur meritevole e lodevole per l’impegno profuso nei quattordici anni di esercizio della sua funzione di coadiutore parrocchiale, non ha sempre svolto, ed in particolare negli ultimi anni, il suo ministero in modo imparziale. La corretta gestione di quel sottile confine che regola i rapporti tra le istituzioni politiche e religiose è un bene, quasi un valore, che i vertici delle stesse istituzioni sono chiamati a preservare con equilibrio e disciplina, nella consapevolezza delle loro specifiche funzioni. A nostro giudizio questo equilibrio, che anche grazie alla collaborazione di Don Roberto è stato rispettato e proficuo durante molti degli anni di amministrazione di Lineacomune, recentemente è spesso mancato, arrecando un danno significativo di immagine e di consenso ad una parte politica del paese (la nostra), ma soprattutto generando cortocircuiti istituzionali e politici. Purtroppo anche la scelta di conferire questa onorificenza, in questo modo, è afflitta dallo stesso male di questi ultimi anni.
Così impostata e proposta, infatti, la cittadinanza onoraria a Don Roberto rischia di apparire più uno strumento politico adottato dalla maggioranza per rimarcare il solco strumentalmente tracciato durante la scorsa campagna elettorale, quando Lineacomune veniva brutalmente, ma efficacemente dipinta come una lista antagonista ai “valori” religiosi della nostra comunità.
Soprattutto, Lineacomune avrebbe voluto discutere del metodo e dei criteri che possono portare la nostra comunità a conferire una così alto riconoscimento. Metodi e criteri che, se non sono condivisi e sentiti da tutti, rischiano di sminuire il grande valore, anche se simbolico, di questa onorificenza. A Calusco abbiamo sicuramente avuto personaggi degni di riconoscimento da parte dell’intera comunità per il loro impegno, e soprattutto perché, partiti o passati da Calusco, hanno contribuito allo sviluppo di arti, lavoro e pensiero, vicino e lontano dai nostri confini. Rimanendo nell’ambito religioso abbiamo sicuramente avuto nel passato, e spero avremo nel futuro, tanti curati e parroci meritori, non solo per la lunga permanenza nella nostra comunità, ma anche per il loro impegno civile e religioso che ha contribuito alla nostra crescita spirituale. Non è questo il momento e la sede per ricordarne i nomi, ma molti caluschesi credo serbino nel loro cuore ricordi di parroci e curati che hanno lasciato eredità spirituali, nonché di impegno civile e sociale, importanti tanto quanto quelli che oggi lascia Don Roberto.
Siamo consapevoli che la proposta di questa cittadinanza onoraria e un voto favorevole in questo momento di intenso calore e commozione popolare creino consenso, ma per i tanti motivi appena citati, un voto favorevole per opportunismo politico non può trovare consenso nel nostro gruppo consigliare. Anche in questa occasione riteniamo che la buona politica non deve sempre essere guidata dalla ricerca del consenso, ma al contrario da una riflessione profonda sulla scelta dei provvedimenti più giusti ed equi. I voti di Lineacomune arriveranno dopo giorni di discussioni e confronti appassionati tra i consiglieri, il gruppo allargato e la base elettorale, ma alla fine questi voti riflettono una profonda presa di coscienza. Ci auguriamo che anche i consiglieri della maggioranza, nel proporre e nel decidere il voto a questo provvedimento siano pienamente consapevoli, in coscienza, del suo significato e delle sue conseguenze.
In definitiva Lineacomune ritiene che lo strumento adottato per il ringraziamento e il saluto al nostro curato non sia equilibrato ma, nonostante tutto, investita del suo ruolo istituzionale, al fine di preservare il prestigio di questa onorificenza e per il rispetto e la stima per un sacerdote che ha dato tanto alla nostra comunità, oggi Lineacomune non voterà contro la cittadinanza onoraria a Don Roberto.
Infine ringraziamo sinceramente Don Roberto per i tanti anni passati insieme e per le tante energie spese a favore dei nostri ragazzi, e gli auguriamo che il suo servizio e l’attività pastorale presso la comunità di Vercurago siano proficui e ricchi di soddisfazioni.

Il bilancio delle speranze

Anche quest’anno il consiglio comunale ha approvato il bilancio: maggioranza a favore e lineacomune contraria. Vediamo di spiegare il perchè del nostro voto contrario senza perderci in numerini e numeroni che compongono le mille voci di un bilancio, ma con qualche considerazione per i non addetti ai lavori se non altro per capire quali sono le idee che guidano i nostri amministratori.

Consci del fatto che il periodo è difficile per tutti ed in special modo per gli Enti locali ai quali il governo di Roma continua a togliere, ci aspettavamo di vedere quella “razionalizzazione delle spese” tanto reclamizzata dal nostro sindaco nei passati Consigli Comunali e negli ultimi numeri del periodico “Calosch”. Invece no, niente da fare.

Tagli secchi ai servizi sociali in primis, ma anche alle scuole (praticamente azzerati i fondi comunali) ed alla cultura per compensare il mancato rientro dell’ICI (come invece promesso dal governo amico della nostra Amministrazione).

Il bilancio è solido e si comincia a vedere la “fine del tunnel” ci hanno detto in Consiglio Comunale!
A parte il fatto che non eravamo in nessun tunnel e il bilancio ereditato dalla passata amministrazione era il normale bilancio di un qualsiasi Comune come il nostro, sarà anche solido come bilancio, ma su cosa è basato questo bilancio? Semplice: sulle previsioni (e sottolineo “previsioni”) di multe raccolte con il “rosso stop” del ponte. Ben 250.000 euro - più del doppio rispetto a quanto incassato l’anno scorso!!!!!
Ebbene si, il bilancio del nostro Comune poggia sulla SPERANZA che i cittadini continuino a sbagliare e commettano un infrazione!!!!!

E non è tutto….l’altro grosso pilastro è costituito dagli oneri di urbanizzazione. Il 2008 è stato un grandissimo anno per gli oneri di urbanizzazione (Vedi la vicenda del “Triangolo”) e a quanto pare si SPERA che anche il 2009 vada bene e che si costruisca. Attenzione…anche in questo caso nulla è certo, ma tutto è basato su stime….SPERANZE di entrate.

Un’entrata certa, vogliamo ricordarlo, è stata introdotta l’anno scorso: l’aumento delle tasse (+0,2 % dell’addizionale Comunale IRPEF– circa 50 euro a lavoratore come avevamo già segnalato).

E’ vero che il bilancio 2008 si è chiuso con un disavanzo però a questo punto ci chiediamo (e l’assessore al bilancio lo ha sinceramente riconosciuto) se forse era possibile evitare l’aumento l’IRPEF (…ed evitare di togliere, mediamente, dalle tasche di ogni cittadino la banconota 50 euro di cui parlavamo prima).

Al momento di votare il bilancio dell’anno scorso avevamo proposto razionalizzazioni per quasi 100.000 euro, ma nessuna delle nostre proposte è stata messa in atto. Si è però provveduto a far lievitare ancora i costi della politica (spese di rappresentanza, rimborsi spese, stipendi). Quest’anno siamo arrivati a poco meno di 100.000 euro. MAI SONO STATI COSI’ ALTI!!!!
Un dettaglio…tanto piccolo quanto significativo del senso civico dei nostri amministratori: nel momento di tirare la cinghia si sono permessi pure di farsi fare un biglietto da visita…unici amministratori fra quelli dei comuni piccoli come il nostro.

Insomma….sarebbe questa la politica del “buon padre di famiglia”?
E’ un buon padre di famiglia quello che mette a bilancio SPERANZE di entrate e non entrate certe?
E’ un buon padre di famiglia quello che pensa di solidificare un bilancio con entrate una tantum senza ridurre le spese?

Concludendo annunciamo una piccola chicca. Anche che i nostri amministratori accenderanno un nuovo mutuo (“servirà per avviare le opere che abbiamo in programma” hanno detto).
Ma come, prima ci hanno rinfacciato per due anni i mutui accesi in passato dicendoci che un buon padre di famiglia spendeva solo quello che c’era in casa, oggi invece scoprono i mutui???

E’chiaro che la coerenza fra ciò che si dice e ciò che si fa non fa parte del bagaglio dei nostri amministratori, ma almeno è un segno che forse (FORSE) cominciano a capire che per amministrare un Comune è necessario anche contrarre mutui, altrimenti non è possibile realizzare nulla.
Peccato ci abbiano messo 2 anni a capirlo, preferendo accusare ingiustamente altri per coprire la propria impreparazione.

Un anno tutto di destra
Di Viscardi M.
Questa volta non ci sono scuse, il bilancio economico e politico del 2008 è tutto di responsabilità della “nuova” amministrazione.
I dodici anni di amministrazione di Lineacomune sono definitivamente archiviati. Dodici anni di amministrazione di Calusco con bilanci sempre in attivo che sono andati a braccetto con opere pubbliche importanti per il paese, con un’attenzione speciale ai bisogni delle persone, e con politiche di contenimento degli impatti ambientali riconosciute anche a livello sovracomunale.
Se siamo fortunati, quest’anno invece chiuderemo in pareggio.
Un risultato che potrebbe sembrare soddisfacente, ma che si porta dietro una serie pressoché infinita di tagli ai servizi offerti ai cittadini. Qualche esempio? Un piano di diritto allo studio più che dimezzato rispetto agli anni precedenti, meno servizi di vigilanza da parte della Polizia Locale, minori investimenti in progetti di tutela dell’ambiente, riduzione delle prestazioni dei servizi sociali (non ci sono i fondi nemmeno per la sostituzione dell’assistente sociale). Di chi è la colpa? Una grossa responsabilità viene dal governo: il taglio dell’ICI sulla prima casa, senza copertura di spesa e quindi senza rimborso ai comuni, la riduzione dei trasferimenti per il finanziamento dei bilanci e altre voci, hanno inciso e incideranno pesantemente sui bilanci comunali, costringendo a tagliare servizi essenziali per i cittadini (alla faccia del federalismo fiscale). E, visto il panorama politico che vede il Centro-Destra al governo di Comune, Provincia, Regione e Paese, anche questa volta le responsabilità sono evidenti.
Tuttavia questi tagli dal governo non possono giustificare in toto un declino così veloce dei servizi.
Un’amministrazione locale deve saper reagire prontamente e trovare nuove quadrature del cerchio rimescolando le proprie risorse, razionalizzando e non semplicemente tagliando i servizi.
Del resto anche gli anni precedenti sono stati caratterizzati da costanti riduzioni dei trasferimenti statali ai comuni, ma nonostante ciò, tutto si può dire tranne che Calusco sia stato carente nei servizi alla persona.
Questa volta invece ci troviamo nella condizione di aspettare come manna dal cielo che arrivino nelle casse del Comune molti più oneri di urbanizzazione, e non per fare chissà quali investimenti o opere, ma per ripianare le spese correnti. E così è cominciato il ballo delle deroghe al Piano Regolatore (vedi Triangolo) e chissà quale gioco dei dadi per il futuro Piano di Governo del Territorio.Aproposito, quanti tavoli di confronto sono stati aperti con i cittadini, le categorie professionali e le associazioni per confrontarsi su questo tema così importante che stabilirà le linee di sviluppo di Calusco per i prossimi anni?
Nessuno, e i tempi per farlo sono già scaduti (alla faccia della partecipazione).
Una nota di merito va però data all’attuale amministrazione per aver creduto negli investimenti delle amministrazioni precedenti e per aver concluso, anche se qualche volta con tempi ingiustificatamente lunghi, opere importanti per la nostra comunità come il Centro Anziani, il Centro Prelievi, il Centro Diurno Integrato, Il Centro Cottura, la Torre Civica.
Peccato slamente che ad ogni inaugurazione o incontro pubblico il sindaco si sia sempre “dimenticato” di ricordare i meriti dei suoi predecessori.Ma qui entriamo in una sfera non più pubblica in cui quello che conta è l’onestà intellettuale e l’apertura al confronto, cose in cui questa maggioranza non sembra eccellere.
Per il nuovo anno auguriamo alle nostre destre di riuscire a governare i grossi problemi che si presenteranno, facendo attenzione a non dimenticare i bisogni dei più deboli.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Di Mangili S.

È passata pressoché inosservata, ignorata dagli organi di informazione, una vicenda che meglio di qualunque celebrazione ha onorato il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo, (art. 1-Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, art. 3- Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.).
Nei giorni scorsi infatti, la Guardia Costiera siciliana ha lanciato un appello ai pescherecci di Mazara del Vallo affinché si mobilitassero in una operazione di salvataggio su larga scala nel Mediterraneo, alla ricerca di quella Umanità dispersa nell’immensa “Foiba” che nell’ultimo decennio ha inghiottito migliaia di disperati.
La risposta degli uomini di mare avrebbe meritato le prime pagine dei nostri quotidiani, questo slancio di solidarietà umana si affianca a molti altri, silenziosi come una foresta che cresce, gesti che hanno in se la potenza di rompere, dal suo interno, l’isolamento “armato” della fortezza Europa, in controtendenza a quanti promulgano leggi repressive in materia, i cui effetti non hanno che aggravato il problema, senza scalfirne le cause. A chi sono giovate (?) verrebbe da chiedersi!?
Il mondo occidentale raccoglie l’11% della popolazione terrestre, e divora l’88% delle risorse globali, ed è la difesa di questo privilegio, estorto con paure, menzogne e guerre, a coinvolgerci direttamente, a rendere tutti noi corresponsabili del dramma che si consuma, non solo un metro più in là delle acque territoriali, ma anche e soprattutto nelle nostre città opulente.
La minaccia per la nostra “Civiltà” ha sempre il volto del miserabile, dell’emarginato, di quella figura che il nostro inconscio rimuove perché troppo ingombrante; una presenza che pone a tutti noi domande scomode, le cui risposte trovano origine fondamentalmente nella ricerca di tutela del nostro benessere, salvo poi parare in quella serie di compromessi che danno per scontato la conferma di quanto sopra esposto. Si tratta infatti di compromessi che poco hanno a che vedere con la giustizia, infarciti di un cinismo latente, che bastano ad ovattare la coscienza collettiva, confinando le soluzioni “nell’umanamente possibile”.
Il compromesso fra due soggetti omogenei è un atto civile che neutralizza il conflitto, diversamente, nel caso di disparità fra contendenti, non può che rappresentare una tutela per il più forte. Il compromesso chiama le parti ad una rinuncia, un passo indietro che renda equivalente il rispettivo arretramento, ma se sul piatto sono in conflitto l’“indispensabile” ed il “superfluo” il dramma si pone solo per uno dei due. Di fronte ad un compromesso in questo caso, per chi si apre il baratro?

Garantire una dignitosa accoglienza a coloro che migrano verso l’Europa, è l’unica polizza che mette al sicuro l’avvenire non solo del continente ma anche del pianeta.
Solo intraprendendo la via per una piena applicazione della Carta dei Diritti dell’Uomo, si potrà tutelare l’ambiente, l’unico a nostra disposizione da trasmettere alle generazioni future.
Se, ispirandoci a quei trenta articoli, saremo in grado di progettare un mondo più vivibile, rendendo i diritti accessibili a quanti ne sono esclusi, potremo chiamarci a pieno titolo eredi di quei sognatori, che all’indomani della seconda guerra mondiale vollero fidarsi della nostra generazione, anche se i segnali non sono confortanti, noi ci ostiniamo a credere che è possibile un mondo diverso, e che lavoriamo per la sua realizzazione.

Art-.25 Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della sua stessa protezione sociale.

Tutto fumo e niente arrosto
La politica dell'apparire: zero idee, zero proposte, zero azioni.
365 giorni di amministrazione della lista civica Per Calusco
Di Viscardi M.

Siamo entrati ormai di gran passo, e forse ci eravamo già da tempo, nell'era dell'apparire che notoriamente è il contrario dell'essere.
Non conta quello che si è, quello che si ha da dare in termini di competenze, impegno, valori ma piuttosto quel che si appare; quanto più si offre un immagine glamour, urlata, sopra le righe, che piace, che vuole la "gente", tanto più si avrà successo.
Non importa se dietro non c'è nulla, come nelle scenografie cinematografiche che riproducono intere città, ma in realtà sono finte, piatte, sostenute da grandi impalcature giusto il tempo delle riprese e poi ammucchiate una sull'altra; come il vincitore "morale" dell'ultimo Grande Fratello il "cumenda", grande affascinatore, seduttore ma finto con gli abiti e le auto di lusso presi a noleggio.
Sarà il clima di austerità, la fatica di arrivare alla fine del mese, il crescente senso di insicurezza in cui siamo sprofondati a spingerci verso l'effimero, verso il bello fine a se stesso ed allontanarci sempre di più dal vero.

Questo lungo prologo per pormi questa domanda:

I governanti, gli amministratori non avrebbero l'obbligo morale di discostarsi da tale filosofia e fare scelte contrarie all'apparire: magari impopolari ma lungimiranti, poco glamour ma di sostanza, dove al centro ci sia l'essere umano, il cittadino e non solo demagogia?

Certo non si sono fatti questa domanda i nostri amministratori della lista civica "Per Calusco" che ormai da un anno ci governano, con grande dispendio di fumo (dai cappellini colorati alla felpe personalizzate, dai cartelli storici ai drappelli pseudomilitari ad ogni occasione istituzionale o culturale che sia) ma purtroppo, come dice un noto proverbio, niente arrosto.

Non si vede nessun progetto politico di ampio respiro, non si capisce dove vogliano portare la nostra comunità ed il nostro paese.
L'impressione è di un esecutivo impegnato ad affrontare le emergenze quotidiane, fagocitato dagli imprevisti, che si era dato importanti obiettivi sbandierandoli in campagna elettorale, ma che oggi usa le poche energie più per "apparire" ed "accontentare" che per decidere.

Per entrare nel concreto ed affrontare questa mia riflessione parto proprio dal volantino elettorale della lista "Per Calusco":

 1. vi si legge che l'amministrazione "intende porre la PERSONA al centro della propria attività improntando la propria azione all'ASCOLTO del cittadino per fornire tutte le possibili risposte ai bisogni."
E' facile smentire tale proposito, infatti le commissioni consultive, fulcro della collaborazione e dello scambio tra amministrazione e cittadini, sono state messe "a riposo"

  • Il gruppo di lavoro scuola non si riunisce più dal Dicembre 2007 e fortunatamente il grosso lavoro di impostazione e progettazione del nuovo tempo scuola (che ci è valso un premio nazionale) era già stato fatto l'anno scorso
  • La commissione mensa si è riunita non più di tre volte in tutto l'anno scolastico e non è stata minimamente coinvolta nella stesura del capitolato del nuovo appalto per servizio di refezione scolastica
  • Della consulta giovanile, promessa in campagna elettorale per "dare vero spazio ai giovani, che con le loro peculiarità di fantasia e purezza devono diventare protagonisti della loro vita", non se ne vede neanche l'ombra.
 2. non può mancare la FAMIGLIA "cellula naturale della società che deve essere tutelata tramite un'offerta di servizi, e strumenti e azioni atte a sostenerla"
  • la prima azione è stata eliminare dai servizi offerti dal comune la certificazione ISEE, necessaria per chiunque debba accedere ad un qualunque servizio comunale e non
  • al momento in cui scriviamo non si sa se verranno organizzati il MINICRE e L'AGOSTO AL NIDO, iniziative estive di sostegno alla famiglie con bimbi piccoli che l'anno scorso hanno visto la partecipazione di circa 80 bambini dai 3 mesi ai 6 anni
  • i nuovi buoni mensa saranno prepagati direttamente alla ditta che fornirà i pasti, rendendo molto più difficile per le famiglie bisognose un contatto diretto con i servizi sociali
  • chiusura del gemellaggio con Volmerange les mines, in cui erano coinvolte da circa 18 anni 30/40 famiglie caluschesi, impegnate in un importante scambio culturale all'insegna della comune cittadinanza europea; esperienza questa ritenuta negativa perché poco rilevante numericamente e di troppo dispendio economico (5000 euro ogni due anni)
 3. è il turno degli ANZIANI "memoria della comunità, che vanno sostenuti nei loro molteplici bisogni"
  • peccato che il sindaco chiami gli anziani autosufficienti bontemponi che giocano a carte e quelli non autosufficienti e le loro famiglie (pochi secondo lui) detrattori di risorse e dei soldi di tutta la comunità
  • il centro diurno integrato infatti non è ancora partito malgrado le promesse in Consiglio Comunale, e speriamo che non finisca a fare bella mostra di sé in una delle prossime puntate di Striscia la Notizia.
 4. si passa poi alle ASSOCIAZIONI "che sono una risorsa da riconoscere e valorizzare, non da considerare come un costo, bensì un investimento".
  • Probabilmente si intendeva le associazioni amiche, quelle che propongono le iniziative care al Sindaco e ai suoi; infatti non vi è seduta di giunta che non preveda un contributo all'AGE (che porta certo avanti progetti lodevoli), mentre altri si sono visti cancellare con colpi di spugna dittatoriali contributi finanziari, uso dei locali ed iniziative altrettanto lodevoli, previste da convenzioni regolarmente stipulate ed ancora in vigore!

Ce ne sarebbe a sufficienza, ma mancano ancora argomenti importanti come per esempio Italcementi: per ora solo silenzio, ma come non era il nostro più grande nemico raffigurato dagli amici dell'attuale maggioranza con il teschio?
Che ne è delle sue emissioni? Quali i risultati della nuova centralina di rilevazione? E il CDR che fine ha fatto? E il carbone trasportato su ferrovia? E la circonvallazione SUD?

Per non parlare delle Cave, in merito a cui, in uno sciagurato piano regionale si intendeva fare piazza pulita di tutti gli accordi faticosamente raggiunti con i cavatori negli anni passati e per il quale la nostra amministrazione non ha proferito parola (forse perché l'Assessore regionale è dello stesso colore politico della nostra giunta), preferendo l'inciucio politico alla difesa del nostro territorio! Fortunatamente una raccolta firme ed una sensibilizzazione popolare promossa dai comuni vicini e sostenuta anche da Lineacomune, ha obbligato la Regione al rispetto degli accordi seppur prevedendo comunque un aumento dell'escavazione.

Come non chiudere con l'ultimo intervento in termini di tempo: la pistola ai vigili, atto propagandistico e sicuramente d'immagine!
La nostra giunta, come già previsto nel bilancio di previsione, intende "armare " i nostri vigili dotandoli di pistole; questa non è affatto una disposizione di legge, ma una scelta politica precisa. Perché, secondo la maggioranza, i nostri vigili dovrebbero essere armati ? Per difesa personale e per poter controllare il territorio anche di notte, affrontare i balordi e farci sentire maggiormente protetti . A fronte di questa semplice ma sentita motivazione , perché no?

  • Perché l' aumento delle armi in circolazione non porta ad una maggiore sicurezza, il moltiplicarsi di armi non è certo sinonimo di serenità e di pace.
  • Perché il ruolo dei vigili urbani è soprattutto quello di prevenzione, di tutela del territorio, di attenzione e sostegno ai cittadini e dunque non sono né specificatamente addestrati né preparati a sparare. Chi stiamo armando?
In un mondo di controllori, dove non viene minimente ricercata la sicurezza sociale, comanderanno i giusti o i forti?
A Calusco, dove ancora fortunatamente non si registrano fenomeni gravi come la prostituzione, la confisca del territorio da parte della grande delinquenza, dove non vi sono aree di grande spaccio di stupefacenti, è possibile intervenire in modo alternativo alla militarizzazione del territorio ricercando un nuovo patto tra cittadini ed istituzioni sotto il segno dell' impegno civico e della crescita di quei valori sociali che sono il fondamento del bene comune che poi è anche il bene dei singoli.

Tutto tace sul PGT
Di Fanelli E.

Il PGT rappresenta un nuovo passo verso una pianificazione intesa sempre più in senso lato e non limitato alle sole scelte urbanistiche. Questa cosa per altro non ci è nuova avendo noi di Lineacomune approvato nel febbraio 2006 un PRG dal volto moderno che dopo vent'anni ridisegnava Calusco partendo non dall'urbanistica ma dalla qualità della vita sociale ed individuale dei suoi cittadini alla ricerca di uno sviluppo sostenibile.
Consci dell'imminente arrivo della Legge Regionale 12 del 2005 abbiamo provveduto a disegnare il PRG in modo che già comprendesse buona parte dei criteri tipici dell'odierno PGT inserendo fra le altre cose i sistemi di perequazione, e soprattutto il sistema dei servizi che attraverso uno specifico piano del servizi ha il compito di migliorare le attrezzature di interesse generale pubbliche ma anche private (municipio, mercato, centro anziani/centro diurno, scuole, spazi pedonali e ciclabili, etc etc).
Riteniamo il PRG vigente un buon PRG, ma non siamo così presuntuosi da pensarlo perfetto. La strada per migliorarlo passa secondo noi attraverso la caratteristiche peculiare del PGT rispetto al PRG: parliamo della cosiddetta fase partecipativa dove la cittadinanza viene coinvolta attivamente nel processo di formazione del Piano di Governo del Territorio.
Certo ci sarebbe piaciuto che l'amministrazione si spendesse maggiormente per pubblicizzare tale iniziativa e fornisse davvero gli strumenti ai cittadini per elaborare le loro proposte. Non è facile infatti per i comuni cittadini capire come entrare nel meccanismo del PGT e fare in modo che le loro esigenze trovino davvero spazio.
Auspichiamo quindi in futuro un coinvolgimento di tutta la Società Civile affinché si possano affrontare questi temi in modo aperto e condiviso, perché pensiamo che l'elaborazione del nuovo PGT possa rappresentare un momento centrale nella vita collettiva di una comunità in quanto tutti noi siamo i protagonisti del nostro futuro.
L'urbanistica non può e non deve riguardare poche persone, pochi interessi e pochi operatori ma tutti noi perché il territorio rappresenta un bene collettivo in cui tutti viviamo la nostra vita, il nostro lavoro le nostre passioni. Una partecipazione collettiva che non ha privilegiati e comprimari, ma richiede per attuarsi, l'espressione della collettività intera.
Non un impianto deciso nella "stanza dei bottoni" e poi fatto calare dall'alto, ma un percorso condiviso tra amministratori, tecnici, rappresentanti delle attività produttive, le Associazioni e i singoli cittadini.
Crediamo che nell'accogliere queste proposte l'amministrazione comunale possa davvero dimostrare di avere a cuore gli interessi dei cittadini.

Riportiamo la nostra dichiarazione di voto presentata al Consiglio Comunale del 5 giugno
Regolamento del Servizio di Polizia Locale - Dichiarazione di voto

Un regolamento di Polizia Locale ben fatto può risultare uno strumento utile per rendere esplicite e incontrovertibili le funzioni e gli ambiti di intervento del personale in servizio, nonché i rapporti che intervengono tra le istituzioni di diverso grado e competenza in materia di sicurezza. Un servizio ben efficiente, con un regolamento ben strutturato a supporto può contribuire inoltre a creare progettualità e accesso a finanziamenti specifici attorno alle tematiche inerenti la sicurezza del cittadino e la tutela del territorio.
Ricordiamo che anche la LR 4/2003 riconosce al corpo di polizia locale importanti funzioni, oltre che in termini di sicurezza del cittadino, di vigilanza e di repressione nei confronti degli abusi ai danni del territorio.
Il gruppo consiliare di Lineacomune, vedrebbe pertanto con favore l'adozione di un regolamento più efficiente, aggiornato e moderno in merito alle funzioni di vigilanza urbana, ma esprime parere contrario al documento presentato a questa seduta di consiglio per ragioni politiche di fondo, dalle quali non si può prescindere.
Le azioni messe in atto nell'ormai trascorso primo anno di amministrazione di PerCalusco, e le proposte che sono state formulate per il prossimo futuro in tema di sicurezza appaiono improntate sull'equivalenza "sicurezza=polizia", con l'adozione di provvedimenti sull'onda dell'opportunismo politico-consensuale che non appaiono sempre giustificati dalle necessità e che sono risultati e risulteranno onerose per i bilanci comunali, a scapito di interventi infrastrutturali e di erogazione di servizi che potrebbero contribuire in egual misura, se non meglio, ad un equilibrio sociale che garantisca sicurezza nel lungo periodo.
Alla base di una scelta di voto contrario al regolamento presentato di fronte al Consiglio questa sera sta un'idea politica profondamente diversa sui metodi più opportuni per garantire la sicurezza dei cittadini e di riflesso il ruolo del servizio di vigilanza urbana. Riconosciamo che molte amministrazioni locali hanno orientato o stanno orientando in questi anni il servizio di vigilanza in modo del tutto simile a quanto sta facendo ora questa maggioranza, ma, forse appunto in quanto minoranza, vogliamo continuare a vantare il diritto di proclamare ideali diversi e quindi scelte coerenti in merito a questo tema.
Per la maggior parte del suo svolgimento il regolamento proposto non è altro che un buon esercizio di trascrizione di norme dettate dalla LR 4/2003, a meno del controverso art. 7, che introduce e norma l'utilizzo di armi da fuoco da parte degli agenti, e che risulta chiaramente una scelta della nostra maggioranza, prevista (così come l'utilizzo da parte degli agenti di altri mezzi di dissuasione), ma non imposta dalla legge.
Esprimiamo una profonda preoccupazione per la possibilità che venga attuata questa discutibile scelta. Siamo contrari a dare armi a corpi di servizio urbano il cui scopo prioritario dovrebbe essere innanzitutto il rapporto diretto con il cittadino, certo anche in senso preventivo e sanzionatorio di un illecito, ma che rapporto è e che esempio si dà se uno dei due interlocutori è armato di pistola?
Se armi debbono circolare crediamo che il corpo della Polizia di Stato e l'Arma dei Carabinieri siano le itituzioni adatte, per il tipo di formazione interna a cui sono addestrati. Infatti i vigili non sono un corpo militare né una forza di polizia visto che non sono inseriti nella legge 121/81; sono bensì una sorta di via di mezzo tra una polizia "civile" ed un dipendente comunale. L'operatore di Polizia Municipale, che preferiamo definire Vigile Urbano ha diritto, come qualunque altro lavoratore, a poter lavorare nelle migliori condizioni rispetto alla sicurezza personale, ma chi garantisce che il porto di un'arma si traduca automaticamente in maggiore sicurezza di chi la porta? E con quale consapevolezza l'amministratore comunale adotta una tale decisione? Sempre per la regola del "buon padre di famiglia", siamo sicuri che a un nostro figlio che frequentasse ambienti difficili saremmo disposti a regalare una pistola?
La pistola più che una difesa diventa lo strumento per un diverso impiego della Polizia Municipale e, di per sé, riteniamo che aumenti i rischi per il singolo operatore; essere attenti al bisogno di sicurezza non deve significare acconsentire a questa deriva facilona e poco meditata. Da cittadini se un domani vedessimo, anche a Calusco, i Vigili Urbani armati, non ci sentiremmo più sicuri ma penseremo che la situazione sia davvero grave e proveremmo più paura e probabilmente saremmo indotti a vedere la realtà con occhi più allarmati. Dunque La "sicurezza" è un risultato di "sistema", non il compito specifico di una percentuale minima di lavoratori, una "conseguenza" non un obiettivo a sé stante.
Secondo noi il vero pericolo per la sicurezza è un sempre più diffuso senso di impunità, che purtroppo spira potentemente dall'alto, e da un senso di abbandono provato dalle categorie economico-culturali più disagiate che porta ad una reazione tanto umana quanto antica: la rivalsa verso qualcuno ancora più disagiato.
Perché, secondo la maggioranza quindi i nostri vigili dovrebbero essere armati ?
Per poter controllare il territorio anche di notte, controllare i balordi e farci sentire maggiormente protetti?
A fronte di questa semplice ma probabilmente sentita motivazione, perché quindi dire no?
1) Perché l' aumento delle armi in circolazione non porta ad una maggiore sicurezza, il moltiplicarsi di cittadini armati non è certo sinonimo di serenità e di pace. Le scelte in questa direzione vanno quindi evitate.
2) Perché i Vigili non sono né addestrati né preparati per compiti diversi da quelli di competenza. Chi stiamo armando?
3) Perché questi sono impreparati anche psicologicamente: se per scelta avessero voluto fare i poliziotti non avrebbero fatto i vigili urbani.
4) Perché non è compito del comune "investire" in armi e in queste competenze di ordine pubblico. Abbiamo i carabinieri e la polizia, paghiamo le tasse allo stato per questi specifici compiti , ora, l'Amministrazione ci aumenta le tasse, prevede di spendere i soldi locali per la costruzione della nuova caserma dei carabinieri e poi dobbiamo anche pagare i vigili per svolgere il loro lavoro.
Non ha senso . Quanti corpi armati dobbiamo pagare ?

A conclusione vorremmo ribadire che oggi il nostro comune non è sede di violenze e di scontri, né di grande delinquenza. Possiamo ancora intervenire in modo alternativo alla "militarizzazione" del territorio ricercando un nuovo patto tra cittadini ed istituzioni sotto il segno dell'impegno civico e della crescita di quei valori sociali che sono il fondamento del bene comune che poi è anche il bene dei singoli.
Lavorare in questa direzione è più dura, ma sicuramente può portare maggiori frutti.

Per tutte queste motivazioni esprimiamo voto contrario al Regolamento di polizia Locale presentato.

Il gruppo consigliare di Lineacomune

Sindaco confuso... aumenta le tasse!!

L'eredità lasciata da LINEACOMUNE È COMPOSTA DA OPERE DI CUI OGNI CITTADINO PUÒ ANDAR FIERO… E CHE PESANO SUL BILANCIO PER CIRCA IL 14 %. (paragonabile alla rata /mutuo di 280 € su un reddito famigliare di 2000 €/mese)

Bilancio equilibrato, quindi, molto distante dalle confuse farneticazioni contenute nella lettera inviata dal Sindaco ai cittadini di Calusco.

Abbiamo l'impressione che il Sindaco sia infastidito non da "buchi inesistenti", ma da opere importanti che l'attuale Amministrazione dimostra palesemente di non saper gestire.

Il Sindaco scrive di "opere faraoniche" e di "ASSISTENZIALISMO PER POCHI MA CON I SOLDI DI TUTTI", e non si e' ancora reso conto che si tratta di servizi rivolti ai reali bisogni della Persona.

CHI SAREBBERO QUESTI POCHI?

  • I 600 bambini e ragazzi delle nostre scuole materne, elementari e medie che finalmente possono usufruire di una MENSA all'avanguardia, studiata appositamente perché i nostri figli possano mangiare pasti cucinati in loco e non portati da chilometri di distanza? I due turni di servizio accennati dal Sindaco non sono altro che quelli dei bambini delle elementari ed i ragazzi delle medie che giustamente mangiano in momenti diversi, per garantire le corrette condizioni educative di approccio al pasto che certamente sono diverse tra un bambino di 6 anni ed un ragazzino di 13!
  • I 30 anziani e le loro famiglie che vivono quotidianamente il dramma di non essere più autosufficienti, il cui inserimento nel CENTRO DIURNO INTEGRATO permetterà di allontanare il più possibile "lo spettro" della casa di riposo, lontani dalle loro abitazioni, dalle loro abitudini e dai loro cari? Probabilmente e' sfuggito al nostro Sindaco un dettaglio, per Lui trascurabile, ed e' la realtà dei famigliari delle persone in difficoltà che per 365 giorni all'anno portano il peso di situazioni logoranti Vada a dirlo a queste persone che si tratta di assistenzialismo che sperpera soldi pubblici!
  • I 300 anziani autosufficienti descritti come buontemponi che non hanno niente di meglio da fare che giocare a bocce o a carte a "scrocco" della comunità, nel nuovo e bellissimo CENTRO ANZIANI? Ma lo sa il nostro Primo Cittadino che quegli stessi anziani prestano il loro tempo in modo gratuito affinché moltissime iniziative della nostra comunità possano svolgersi!?!
Il Sindaco "dimentica" di dire (o forse non lo sa...) che la scuola di Via Fantoni è pronta, da ben quattro anni, (le aule sono arredate e funzionanti), ad ospitare una quarta sezione, ma ciò non avviene in quanto il provveditore non hai mai concesso le insegnanti necessarie ad attivarla.
L'operatività della nuova mensa ha inoltre messo a disposizione della scuola elementare l'intero piano seminterrato che potrà essere utilizzato per laboratori ed attività ludico-ricreative.

A fronte delle opere di Lineacomune, cosa propone il nostro Sindaco?

  • + 30.000 euro annui per stipendi e rimborsi del Sindaco e degli Assessori
  • + 16.000 euro per pagare la ditta esterna che si occuperà della riscossione delle multe
  • + 8.500 euro per comprare le pistole ai vigili, senza contare quanto ci costerà il corso abilitante obbligatorio al poligono di tiro
  • + 27.000 euro per il noleggio del nuovo rosso-stop
  • Nessuna reale riduzione delle spese correnti
  • Maggiore imposta IRPEF per 185.000 € (50 € di tasse in più per ogni contribuente)
  • 1,5 milioni di mutuo per la costruzione di una nuova caserma dei carabinieri. Non potrà essere operativa sul territorio (ci sono già Zogno, Ponte San pietro e Capriate), si occuperà esclusivamente di pratiche burocratiche, e per di più servirà altri 7 comuni oltre al nostro, e che magari sarà anche collocata lontano dal centro.

QUINDI, NULLA DA RISANARE!!

E' veramente preoccupante l'egocentrismo del nostro Sindaco. Pare che al primo cittadino l'uso del "noi" non piaccia per niente; conosce solo l'"io", quasi che una sorta di investitura divina l'abbia reso padrone assoluto della cosa pubblica ed interprete unico della politica amministrativa di Calusco. Gli abbiamo rammentato in altre occasioni che, in democrazia, l'amministrazione comunale e' nelle mani dei Sindaci, non dei Podestà. Ma senza evidenti risultati.

In fondo il problema e' uno solo. Il nostro Sindaco non sopporta proprio che altri, prima di Lui, abbiamo potuto amministrare Calusco investendo risorse in opere utili ed impegnando in modo equilibrato il bilancio comunale come ogni buon amministratore deve fare. Vorrebbe cancellare il passato ma non gli e' possibile, allora mette l'elmetto e sparacchia banalità ed insolenze a raffica molestando la quotidianità dei cittadini di Calusco.

E' troppo facile, dopo quasi un anno di governo del Comune, mascherare la propria incapacità e superficialità amministrativa prendendosela con chi l'ha preceduto!

Grazie, signor Sindaco, per i suoi auguri Pasquali
Di Mangili S. Colleoni R.

Mentre le nostre famiglie si preparano a trascorrere le festività pasquali, all'insegna dell'unità, della Pace e della serenità, proposte dalla più grande festività cristiana, il nostro Sindaco offre il meglio di se indirizzando al paese, non già alcune righe beneauguranti, ma una "lettera aperta" che, per il periodo accennato, poco ha a che vedere con l'invito alla fraternità.

Anche al più semplice dei suoi destinatari, la missiva in questione può risultare oltre che stucchevole, ripetitiva, nonché densa di quelle accuse che si pensavano ormai riposte negli armadi delle invettive elettorali.

Non è la prima volta che ciò accade, anche in occasione dello scorso Natale si è fatto coincidere ad hoc l'uscita del primo numero del notiziario municipale, che più di uno ricorderà infarcito delle medesime polemiche e falsità strumentali.
I valori cristiani ai quali il nostro Sindaco immancabilmente suole richiamarsi, li sfodera esclusivamente nei discorsi di circostanza rinviandone "sine die" la loro applicazione nei fatti, oppure si ritiene un "optional" la coerenza con il messaggio cristiano, riferito agli oltre mille elettori che non condividono le sue idee?
Ci sconcerta il fatto che nemmeno nella circostanza pasquale, il nostro primo cittadino non si renda disponibile ad un sorriso, un gesto gentile, un minimo di pacatezza.

Una domanda ingenua forse: pensa di tenerci per cinque anni (ne restano quattro) sulla corda di una continua rissa politica? Un costante clima da campagna elettorale?

Certo, il suo atteggiamento autoritario, corredato da una notevole insofferenza, ne disegna tutti i presupposti. Va riconosciuto senza ombra di dubbio il suo ruolo di coordinamento, di comando del timone, ma crediamo che questo debba essere svolto nel rispetto delle diversità dei compiti, fra maggioranza ed opposizione, annullando personalismi esasperati da una dietrologia sfibrante, che ha caratterizzato il clima di diffidenza (usando un eufemismo) nel confronto fra i due schieramenti.

Auspichiamo una sua maggiore serenità, quella che le manca, per dare senso alla valutazione per quanto saprà realizzare nel suo mandato, un esame a cui si dovrà sottoporre nei restanti anni ad ogni elettore ed anche a noi dell'opposizione.
Ci consenta la presunzione ti poterle essere utili per eventualmente correggere il tiro su quanto umanamente è possibile errare, crediamo che a tutti quanti stia a cuore il bene della comunità.

Rispetto quindi, è del come ci si relaziona con l'altro, sia esso avversario o collaboratore, dipendente o cittadino, che si dimostra di applicare quanto si sancisce nei programmi, se non vengono ridotti ad inganni elettorali, del resto la centralità della Persona era ampiamente prevista anche nel vostro, sempre che non si abbia il coraggio di sottoscrivere il contrario in campagna elettorale.

Eliminare le bandiere della Pace per affermare che la pace basta averla nel cuore, può risultare una forzatura difficilmente accettabile alla luce dell'ultimo anno. Averla in cuore dovrebbe produrre frutti di Pace, ma non ne intravediamo; salvo che noi non si sia perso qualche puntata di avvenimenti che ignoriamo, se così fosse chiediamo scusa.

Poiché il sindaco preferisce gli attacchi agli auguri, vorremmo essere noi ad augurare una buona Pasqua ai nostri concittadini, nella speranza che da domani si possa serenamente parlare di cose da fare nell'interesse di tutti.

A proposito di pace
31 dicembre 2007: anche i cristiani marciano per la pace (da 40 anni)
Di Ettore Fanelli

Riportiamo alcuni passaggi dell'articolo "in marcia da 40 anni apparso su famiglia Cristiana" del 30/12/2007 in sintonia col messaggio del papa per la giornata della pace del 1° gennaio, giornata fondata da Paolo VI nel 1967 per rilanciare la pace nel mondo. E proprio 40 anni fa, la prima marcia si svolse a Sotto il Monte, patria di Papa Roncalli e simbolo di pace, fino al seminario di Bergamo per un cammino di 23 Km da 600 persone. A tutt'oggi, all'ingresso del paese la segnaletica stradale recita: Sotto il Monte: "Città per la pace". Dunque anche per i Cristiani la marcia è un importante strumento per richiamare, approfondire, concretizzare un valore religioso o sociale fondamentale per una società che vuol crescere e svilupparsi anzitutto sul piano etico e morale. E questo era lo spirito ed il senso di appartenenza del nostro Comune agli Enti Locali per la Pace che intendevamo e intendono così concorrere ad una sua effettiva promozione nei nostri territori e fra la nostra gente. E' ormai noto purtroppo, come tra i suoi primi atti, l'attuale Amministrazione ha pensato bene, senza una plausibile motivazione se non politica, di depennare Calusco da questo organismo ritenuto spregiativamente come "uno dei tanti carrozzoni" e di considerare ironicamente le marce per la pace come "mere espressioni folcloristiche" capaci solo di aumentare i rischi di incidenti stradali! Un giorno di grande tristezza e di sconfitta per il mostro paese e per tutte le persone "di buona volontà". Ma vediamo alcuni passaggi dell'articolo, ponendo particolare attenzione a quelli riguardanti la giustizia sociale come indispensabile e prima condizione per una pace vera e non sentimentalista, quella giustizia non certo presente nella concezione dell'attuale società capitalistica e di mercato: individualista, materialista, consumistica e tutta incentrata sul proprio tornaconto egoistico.
Non lo diciamo noi, lo dice "famiglia cristiana"! Ma vediamo ora alcuni passaggi dell'articolo:
" ...La marcia si ispira al messaggio di Benedetto XVI, Famiglia umana, comunità di pace.
... Cammineranno ancora nella notte di San Silvestro, come fanno da quarant'anni, pregando per la pace, dono di Dio.
... con il nome di Populorum progressio e conterrà una critica dura alla società di mercato e alle miserie alle quali conducono il troppo di pochi e il troppo poco di molti, ogni anno la marcia si è ripetuta in giro per l'Italia su frontiere di sofferenza e di denuncia: da Locri a Comiso, dalla Valle del Belice al Molise, da Barbiana a Iglesias, portando un segno di solidarietà e chiedendo alla gente di non dimenticare chi sta peggio e non potrà mai stappare una bottiglia di spumante.
... Quei giovani che chiedevano, marciando nella notte, di stare più attenti alle ragioni di pace e sviluppo, che rinunciavano ai riti della notte più attraente dell'anno.
... La Populorum progressio insisterà sulla destinazione universale dei beni, sullo sviluppo integrale della persona e dell'umanità, ma soprattutto spiegherà, che 'lo sviluppo è il nuovo nome della pace'. "

Per chi fosse interessato l'articolo è visionabile interamente sul sito di Famiglia Cristiana al link: http://www.sanpaolo.org/fc07/0752fc/0752fc16.htm .
Concludo ricordando (anche se a qualcuno dispiacerà) le parole e la preghiera che il Papa ha rivolto a tutte le persone una settimana prima della marcia: "il natale sia per tutti la festa della pace" - e ancora - "nell'immediata preparazione al Natale la preghiera si fa più intensa affinché si realizzino le speranze di pace, salvezza e giustizia di cui il mondo ha urgentemente bisogno. Chiediamo a Dio che la violenza sia vinta dalla forza dell'amore, le contrapposizioni cedano il posto alla riconciliazione, la volontà di sopraffazione si trasformi in desiderio di perdono di giustizia e di pace.<"/em>

Questo scritto è in risposta all'articolo apparso sul giornale dell'Isola del mese di dicembre 2007
Coordinamento per la pace: un inutile carrozzone
Di Ettore Fanelli

L'importante è che la pace sia scritta nella costituzione e impressa nei cuori: è questa una delle più convincenti motivazioni della nostra Amministrazione. Dunque, secondo lo stesso ragionamento, sarebbe inutile anche ogni organismo religioso. Basterebbe la fede personale; superfluo ogni ente caritativo, la misericordia basterebbe sentircela dentro. Non sarebbero quindi necessarie nemmeno le associazioni contro la pena di morte: ognuno avrebbe già impresso nel profondo il rispetto per la vita. Purtroppo non è così, nelle vicende quotidiane: sociali e personali, è visibile un solco, a volte drammatico, nei più nobili valori dell'uomo e i suoi comportamenti effettivi.
Ebbene, la funzione degli enti, organismi associazioni a tutti i livelli, locale, nazionale, internazionale, è proprio quella di essere strumento per colmare tale solco, o quantomeno cercare di ridurlo. E ciò nonostante le inevitabili limitazioni o insufficienze dell'agire umano non devono essere un comodo alibi per togliersi o scappare, ma stimolo per un impegno sempre più efficace.
Purtroppo, la nostra Amministrazione ha già sentenziato che senza ombra di dubbio, l'ente dei comuni per la pace, sia uno di quei tanti carrozzoni capace al più di organizzare qualche inutile convegno, o qualche gita domenicale col rischio anzi di possibili incidenti stradali che vadano ad aggravarsi ai troppi già esistenti: meglio dunque disfarsene!
La bandiera della pace, esposta dalle passate Amministrazioni sul balcone del municipio accanto a quella italiana ed europea, voleva significare che anche la comunità di Calusco intendeva contribuire, nella nostra provincia, in Italia, nel mondo, non solo a proclamare un principio universale, ma soprattutto a fare qualcosa per la sua attualizzazione.
E tra queste iniziative vi sono certamente le nobilissime marce per la pace che l'attuale Amministrazione si permette di deridere con battute sprezzanti e con esse le migliaia di italiani (non solo di sinistra) che vi partecipano.
Cosicché lei, permeato di autentico spirito di pace, ha pensato bene che il primo atto pubblico dopo l'insediamento dovesse essere proprio quello di togliere dalla casa comune la bandiera simbolo della pace, giacché non rispondente alle disposizioni del cerimoniale di stato, con gravissimo affronto allo stesso, affermazione quest'ultima assolutamente falsa, come pure i costi per l'adesione a tale coordinamento. Successivamente nell'infuocata seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre, ha completato la nobile operazione depennando definitivamente Calusco dall'organismo in questione, primo atto di quel famoso cambiamento che tutto il paese, fino ad allora oppresso, stava ansiosamente aspettando. Questa seduta consigliare che doveva essere emblematicamente il frutto di chi possedeva la vera pace, è stata piuttosto una "vera guerra" e questa clamorosa contraddizione non poteva non essere sottolineata con grande ironia dagli stessi giornali locali, e in prima pagina per giunta.
Davvero una bella pubblicità per il nostro paese, un grande onore, complimenti!
Eppure non bisogna meravigliarsi più di tanto di tali risultati, quando certi valori sono proclamati e propagandati solo con la bocca, ma non appartengono realmente al proprio patrimonio culturale; allora i frutti sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere e cioè: la scelta dello scontro piuttosto che del confronto democratico (una costante di tutti i consigli comunali svoltisi sinora), un clima di rissa continua, uno spirito di rivalsa e contrapposizione verso l'avversario politico cui non si manca di rinfacciare le sue condizioni di minoranza. In realtà il vero motivo che sta alla base di questa storia, e che la maggioranza non ha il coraggio di dichiarare apertamente, è decisamente un altro: esso è politico, è solo politico! Siccome la maggioranza dei comuni facenti parte dell'ente per la pace è di cento-sinistra, non sia mai che un'amministrazione di centro-destra vi faccia parte, al di là della posta in gioco.
Allora la questione fondamentale per i nostri amministratori diventa l'amletico quesito, da affrontarsi col vocabolario di italiano alla mano, della differenza tra "pacifico" e "pacifista" identificando in quest'ultima una connotazione ideologica negando ad esso i suoi contenuti ideali.
A tal proposito ci si chiede come mai molti amministratori ( e molte persone), si affannino tanto nel rimarcare il pericolo "comunista" in ogni cosa che non contempli la centralità dei loro valori, come se altri ne fossero privi. Personalmente penso che tali affermazioni dove si propinano verità assolute nascondino probabilmente una buona dose di insicurezza, nel nome di un passato brandito in modo strumentale e dai contenuti spesso provocatori.
Per altre ipotesi lascio lo spazio ai nostri attenti lettori.

Sul bilancio un'ennesima prova di incompetenza, malafede e irrinunciabile spirito di polemica
Di Michela Viscardi e Fabio Colleoni

L'articolo sul bilancio apparso sul primo numero del periodo comunale, che sembra voler contribuire a chiarire una materia obiettivamente complessa, non solo ha aumentato la confusione del lettore dando anche l'impressione che il primo a capirci poco sia lo stesso Assessore, ma soprattutto ha mostrato, quello si chiaramente, che lo scopo era ben altro: screditare ancora una volta la passata Amministrazione, in perfetto stile "campagna elettorale" che si pensava ormai superato.
Sembra proprio che questa maggioranza non sappia fare altro che cercare lo scontro, visto che di proprio, ha sinora prodotto piuttosto poco.
E meno male che si trattava della prima edizione di quel periodico, meno male che si era in clima natalizio: quello è stato l'augurio di pace della maggioranza ("ma la pace basta averla nel cuore", sentenziò con commuovente saggezza il Sindaco mentre depennava Calusco dagli enti per la pace…).
La polemica sul bilancio non era nemmeno nuova, essendo già stata propagandisticamente tentata in campagna elettorale: evidentemente sono a corto di argomenti!
L'articolo si compone comunque di tre "questioni", citate confusamente tra loro, che di seguito tentiamo di approfondire:

  • La prima, l'unica novità comunicatoci, è stato l'avvenuto superamento dei limiti del patto di stabilità, citato frettolosamente dell'Assessore il quale però, attraverso passaggi fuorvianti, tenta confusamente di attribuire tale superamento al Bilancio Preventivo approvato dalla passata Amministrazione nell'ormai lontano Febbraio 2007.
    Peccato per lui che non solo quel bilancio, ma anche tutti quelli degli anni precedenti, sono sempre stati regolarmente approvati dai Revisori dei conti e sempre hanno osservato il patto di stabilità.
    Sono piuttosto le regole, sempre nuove ad ogni anno, che hanno messo e metteranno a dura prova, qualunque amministrazione.
  • La seconda questione sollevata, che riteniamo non aver nulla a che fare con quella precedente, è l'aumento della previsione del deficit del bilancio corrente a 450.000 euro.
    Invece di meravigliarsi disconoscendone le cause, basta che vada a studiarsi il bilancio da mesi a disposizione di tutti e vedrà che le maggiori spese sono state ipotizzate in particolare per l'erogazione di servizi sociali e scolastici, e per il funzionamento della "macchina comunale".
    Dopodiché ci dica lui cosa avrebbe "tagliato", quali spese avrebbe ritenuto inutili…!!
    E comunque tale deficit è stato coperto con il 57% degli oneri di urbanizzazione, cosa prevista dalla legge ed anzi ammessa fino ad una percentuale massima del 75%.
  • La terza polemica è quella sugli investimenti per la realizzazione di opere pubbliche di cui, almeno su questo punto, l'Assessore sembra condividere l'utilità.
    Ricordiamo allora che la passata Amministrazione ne ha effettuati per ben 13.723.962 euro, ricorrendo a mutui per 7.468.000 euro assolutamente sopportabili dal bilancio comunale.
    E allora mettiamoci d'accordo una volta per tutte: non può essere che se i mutui li contrae il centro-sinistra sono debiti, mentre se li fa il centro-destra diventano investimenti!!
Infine, l'ultima uscita dell'Assessore riassume tutte le precedenti: egli avrebbe insomma ricevuto in eredità una situazione economica allo sfascio, ma stiano tranquilli i cittadini, lui saprà risanarla nel corso del quinquennio, e forse anche prima!!
Magari non sa che in tutti i 5 anni precedenti e probabilmente anche per quanto riguarderà il 2007, il bilancio consuntivo del comune di Calusco, è sempre stato positivo con avanzi di amministrazione (buona) consistenti, che sono stati riversati sui bilanci degli anni successivi.

Concludiamo dunque con un amichevole consiglio: più moderazione, più equilibrio, soprattutto quando non si è ancora esperti e si rischia di essere clamorosamente smentiti alla prima prova personale.

Lettera al giornale di Merate

Pubblichiamo una lettera di Sperandio Mangili in risposta a quanto pubblicato sul Giornale di Merate del giorno 4 dicembre. Lineacomune esprime tutta la sua solidarietà nei confronti di un collaboratore che è stato, a nostro parere, ingiustamente "sbattuto in prima pagina" per la vicenda "pace". Speriamo che il Giornale di Merate ci segua e pubblichi anch'esso la lettera di Sperandio.

Calusco d'Adda 4 dicembre 2007

Spett. Redazione de "Il Giornale di Merate",

Dopo aver letto il vostro articolo relativo a quanto avvenuto durante e dopo il Consiglio comunale di Calusco, tenuto il 26 dello scorso novembre, desidero precisare quanto segue:

Godendo della mia stima, non ritengo che il vostro corrispondente in loco si sia permesso di citare il mio nome per i fatti riportati, ed essendo questi avvenuti in sua presenza non lo ritengo responsabile della stesura definitiva, conoscendone l'onestà professionale. La chiusura del pezzo, accenna ad una non meglio precisata "separazione dei due contendenti" (cioè tra il sindaco ed il sottoscritto), e fermo restando che una "separazione" presuppone una aggressione o quantomeno un suo tentativo, cosa peraltro mai avvenuta, la ritengo una grave mistificazione dei fatti.

Debbo ritenere che tali aggiunte siano frutto di manipolazioni avvenute al di fuori della vostra redazione o ad una libera interpretazione di quanto vi è stato riportato?

In primo luogo la mia reazione, (illegittima in sede consiliare ma del tutto ortodossa nella pubblica piazza), è avvenuta a seguito di precise provocazioni: (cito a memoria) "il rischio maggiore corso dai partecipanti alla marcia Perugina Assisi è stato quello di salire sul pullman e percorrere l'autostrada!" "I pacifisti non si possono ritenere tali se gridano "una dieci cento Nassiria"", come se i presenti facessero parte di quella infame accozzaglia più volte condannata dal Movimento. Scusate se è poco.
Voglio precisare che lo scrivente non è un esponente o membro di Lineacomune, la mia presenza è da ascrivere quale libero cittadino che legittimamente partecipa alla vita democratica del luogo ove abita.
La pubblicazione della mia foto dovrebbe suggerirvi quantomeno una mia autorizzazione, non essendo il sottoscritto un personaggio pubblico, fa ritenere questa come una grave violazione della mia vita privata, essendo quest'ultima tutelata da precise normative, che voi ben dovreste conoscere.
Il sottoscritto non ha commesso alcun reato per meritare tanta attenzione e scrupolo, a meno che una oscura regia mi abbia identificato come soggetto pericoloso, da esporre a pubblico ludibrio dal momento che si trova in dissenso con il primo cittadino.

Non penso che abbiate manipolato la verità, ritengo solo che siate vittime di cattivi suggerimenti.
Troppo sarebbe pretendere che ad onore della verità pubblichiate la presente.

Mi riservo di adire alle vie legali affinché le pubblicazioni, in assenza di riscontri oggettivi, non inducano l'opinione pubblica a ritenere il vostro giornale un organo di informazione superficiale.

Certo che ne vogliate prendere buona nota, porgo cordiali saluti.

Sperandio Mangili

Quando la democrazia è autoreferenziata
Di Sperandio Mangili

Il Consiglio Comunale del ventisei di novembre, come molti sapranno, si è svolto in un clima che definire confronto di posizioni e idee diverse, significa non rendere giustizia alla cronaca.
Ad onore del vero, la serata ha avuto un esordio significativo con la commemorazione del soldato italiano caduto in Afghanistan, maresciallo Daniele Paladini, un atto dovuto e condiviso da tutti i presenti.
A tal proposito, andrebbe ricordato che dichiarazioni di questa solennità, andrebbero fatte stando in piedi, per il doveroso rispetto nei confronti di una persona che ha pagato con la vita la fedeltà al suo impegno.
Detto questo, hanno avuto inizio i lavori con un preambolo che ha stravolto l'ordine del giorno.
Con una frettolosa proposta, si è pensato bene di invertire le priorità elencate in scaletta, relegando in coda le risposte alle interrogazioni di minoranza, adducendo che la nutrita agenda degli argomenti, necessitava di freschezza mentale, per affrontare con la dovuta esaustività e lucidità le decisioni del caso.
Che di lucidità ce ne sia bisogno l'abbiamo riscontrato tutti quanti, mentre per quanto riguarda l'esaustività tutto si può pensare tranne che ad una rigorosa meditazione di merito, ma questo è un parere del sottoscritto, certamente opinabile.
Siamo consapevoli che il Regolamento (peraltro approvato dalla precedente Amministrazione) prevede la possibilità di una variazione dell'O.d.G. successivamente alla sua stesura, ma che le motivazioni, palesemente strumentali, possano esulare da una seria proposta, io non credo fossero nello spirito degli estensori delle vigenti regole. Non mi risulta che si siano verificati fatti tanto gravi da giustificare tale decisione.
Ritornando alle motivazioni addotte: le interrogazioni di minoranza non meritano forse la medesima "lucidità" di valutazione e confronto? Non sono forse argomenti che necessitano un maggiore scrupolo, poiché la discussione assume una valenza: oltre che pratica, anche politica?
Sono convinto che il "gap" che differenzia i due schieramenti in Consiglio, stia proprio nella dose delle rispettive sensibilità poste in essere; mi si accuserà di giudizi sommari, ma sono i fatti che si commentano da soli.
La salomonica decisione (non di Salomoni, l'attuale assessore all'ambiente, in tutt'altre faccende affaccendato) di porre ai voti la proposta, con la premessa del Sindaco "dato che sono democratico" non mi può bastare per non denunciarne la tracotanza.

No signor Sindaco, la democrazia non è questa, una decisione presa in precedenza nella consapevolezza che i numeri non possono che umiliare le opposizioni quando le scelte non rivestono carattere amministrativo; oltre che mistificare la democrazia, si traducono in un atteggiamento che la storia ha già condannato, la celebre risposta: "Vile, tu uccidi un uomo morto!" penso calzi a pennello. (se lo ricorda Francesco Ferrucci?)

Un prologo che ha elettrizzato l'inizio dei lavori, a discapito del reciproco ascolto. Ne è valsa la pena?

Si è assistito ad un "taglia-incolla" di bilancio, aggiustamenti che spero di poter meglio capire con il primo numero del periodico che l'Amministrazione si è impegnata a diffondere.

Gli inevitabili inciampi circa l'utilizzo di termini desueti, quali "stradino", riferito allo stanziamento di qualche migliaio di euro per la proroga dell'incarico ad uno degli interessati, consiglierebbero una stesura scritta degli interventi chiarificatori. Si tratterebbe di un peccato veniale se l'oratore parlasse a braccio, meno perdonabile se scritto sul foglio che gli sta dinnanzi perché lo pensa.

Assessore, se le capitasse di presentare uno stanziamento a favore dei "Diversamente Abili" (non è un eufemismo, li ho notati molto più abili del sottoscritto in diversi lavori) come li apostroferebbe? Il rischio di uno scivolone sui termini potrebbe precludere voti preziosi alle prossime amministrative.
Volutamente uso questa forzatura, mi creda, non penso assolutamente che ella persegua una politica di così bassa etica, anzi personalmente la ritengo fra le più rispettabili che siedono in Consiglio. Ho semplicemente utilizzato questo panegirico per denunciare affermazioni informali fatte dell'assessore Salomoni, insinuazioni infamanti, nelle quali si è permesso (per poi scusarsi minacciato di querela) di attaccare un esponente di minoranza, sul suo ruolo di educatore ed il millantato nesso circa i suffragi da questi ottenuti, avendo rimestando nell'incapacità di intendere e di volere del "suo elettorato": il tutto condito da un gergale che gli è proprio, facilmente immaginabile.

Immagino sappiate con chi sedete in Giunta, individui la cui caratura si commenta da se. Se non altro il "cambiamento", sotto questo profilo c'è stato, non certo in positivo.

Credo sia saggio consentire al pensiero di recuperare lucidità, dopo l'animato scambio di vedute di lunedì sera. Il tema della Pace, che mi risulta caro a tutti, merita riflessioni che nulla hanno a che spartire con il misero spettacolo dato da tutti quanti, pensando di difendere verità inconfutabili.

A mio modesto parere lo spessore progettuale delle due tesi emerse hanno in se dei limiti.
L'una, quella del Sindaco, tende ad un controllo diretto delle iniziative, pur lodevoli, ma di breve respiro, che risentono della cultura assistenzialista, anche se dettata dalle migliori intenzioni.
I concetti espressi dall'Assessore Cocchi, (peraltro sintetizzati anche nella esposizione del consigliere Fanelli nel passaggio dove questi fa riferimento alle "iniziative domestiche") possono precludere una reale emancipazione dei paesi sottosviluppati. Sperare in questo volàno commerciale, non può che generare false speranze, rischiando di imbrigliarli in una nuova forma di colonialismo. Essere produttori di merce sostanzialmente superflua, che la "carità" delle nostre cornucopie ammettono al proprio banchetto natalizio, non può che procrastinare questa condizione.
Non mi si fraintenda, sto usando un fraseggio che si presta ad interpretazioni riduttive dell'impegno di molti, non è così. Iniziative di questo genere già esistono, si tratterebbe di complementare le sinergie, evitando quella concorrenza propria della nostra cultura, senza creare conflitti fra le varie organizzazioni, consapevoli che un percorso di competizione non può che danneggiare tutto un progetto, a discapito della indipendenza dei beneficiari.
Ben vengano queste iniziative, purché intese come momento di transizione, limitate nel tempo, dove la carità non vada a sovrapporsi alla dignità, rendendola in tal modo succube.
Sarebbe il peggiore servizio alla emancipazione dei popoli. L'obiettivo finale per noi dovrebbe essere quello del diventare superflui.

Parlare di adozioni a distanza è per noi come sfondare una porta aperta.
Evitiamo però il luogo comune dell'"aiutiamoli a casa loro", si tratta del peggior insulto che la nostra società opulenta possa esprimere.
Nel silenzio di molte "mura domestiche" l'adozione a distanza è già realtà, anche qui a Calusco.
Se si vuole perfezionare questo strumento, non può che trovare la nostra adesione, impegnandoci per quanto ci compete, ma ad una condizione: che ciò non possa mai diventare uno strumento propagandistico, un elemento che si possa tradurre nella vetrina del ciarlatano di turno, perché sulle miserie e le povertà sono già in troppi a costruire i propri imperi economici e mediatici, in altre parole quella visibilità aggiunta al momento più conveniente.

Do per scontato che l'intervento del consigliere Fanelli abbia goduto della necessaria attenzione, nonostante le reazioni si siano limitate alle citazioni riguardanti il Papa, e non al merito delle questioni poste. Abbiamo tutti quanti perso una buona occasione per andare oltre le rispettive posizioni.
Credo che il limite per un programma di coordinamento risieda, fra le altre, nella difficoltà di comunicazione.
Quando l'impegno assume una valenza politica, rischia immancabilmente l'isolamento per l'immagine che la politica in senso lato sta dando di se. La riprova di quanto sostengo, sta nelle parole dell'Assessore Cocchi, quando afferma che il Movimento pacifista "definisce una posizione politica". È da imputare al clima rissoso se non si è potuto approfondire questo passaggio cruciale, credo sia nell'interesse di tutti sgombrare il campo dagli equivoci, smettendo una volta per tutte di fare indossare alla Pace la casacca che più ci aggrada.
Quando si accusa il Movimento Pacifista di avere in se il germe dell' "una, dieci, cento Nassiria", si ricade in quei luoghi comuni per cui: il cattolicesimo andrebbe identificato con la "Santa Inquisizione", il che mi sembra del tutto fuori luogo.
Che la mamma degli imbecilli sia sempre incinta, è assodato, ma che il riferimento al Movimento siano le scriteriate affermazioni di uno sparuto gruppo, sarebbe come se i militari impegnati all'estero li dovessimo etichettare come criminali, identificandoli in quell'urlo nella notte di: "Annichiliscilo! Annichiliscilo!", dove una mente ottenebrata dall'eccitazione, indicava un avversario ferito da abbattere.
Non abbiamo mai usato questa unità di misura, ci inorridisce il solo pensiero.
Se non ci sforziamo di superare le barriere ideologiche, saremo sempre ostaggio di noi stessi, così come ingeneroso è il non riconoscere che ognuno ha un proprio vissuto di testimonianza ed impegno, che non merita le stroncature suggerite dalla ignoranza, intesa quale non conoscenza.
Chi ci ha rimesso in quella serata di novembre? La reciproca supponenza o la Pace?
Certamente non si è stati un buon esempio per quanti desiderano incanalare le proprie energie per una giusta causa.

Calusco esce dal Coordinamento Enti per la Pace.
La dichiarazione di voto contrario di Lineacomune al Consiglio Comunale del 26.11.2007.
Di Ettore Fanelli

E' difficile a parole sintetizzare una realtà così composita come quella del coordinamento Enti Locali per la pace: oltre 800 enti di livello Amministrativo, si va dal minuscolo comune trentino di qualche centinaio di abitanti ad una metropoli di misure geografiche e politiche come Roma. Enti che amministrano complessivamente a diversi livelli 42 milioni di cittadini che hanno scelto la pace e i diritti umani come filo conduttore delle proprie politiche, con il pieno consenso degli stessi Amministratori. Una scelta che accomuna giunte di colore diverso, che rifuggono un atteggiamento strumentale. Sul tema della pace, l'adesione al coordinamento anche di enti amministrativi del centro-destra, fa registrare la trasversalità degli schieramenti rispetto al tema che questa amministrazione intende affossare.

Vorrei ricordare, per chi non ne fosse a conoscenza, i molteplici settori di intervento delle politiche di pace perseguite dagli Enti locali per la Pace:

  • l'educazione alla pace ad esempio, con i suoi due filoni di intervento, e qui mi rivolgo all'assessore. Il primo di sensibilizzazione dei cittadini in generale, con ricorrenze quali il 1 dicembre (Giornata mondiale per la promozione della cultura della pace in concomitanza con l'Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani). Il 1 gennaio, giornata mondiale per la pace proclamata da Papa Giovanni Paolo II. Non ultima la marcia per la pace. Il secondo filone, il più importante, con programmi diretti al mondo della scuola. A tale scopo il Coordinamento Nazionale ha predisposto un vasto programma nazionale di attività, con una nutrita serie di strumenti didattici. A tal proposito si ricorda che a marzo, è stato firmato un protocollo d'intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione, per la promozione dell'educazione alla pace e ai diritti umani in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
  • Cooperazione e solidarietà internazionale, per sviluppare programmi di intervento e di solidarietà internazionali. A questo proposito chiedo le intenzioni di questa maggioranza sui progetti già iniziati con il comune di Bergamo.
  • Ambiente e sviluppo sostenibile; voglio soffermarmi sull'aspetto ambientale vista la dichiarata sensibilità di questa Amministrazione ed in particolare mi rivolgo ai nostri rappresentanti di riferimento: all'assessore e al rappresentante del parco che a parole (mi riferisco agli articoli apparsi sui giornali locali) hanno manifestato un vivo interesse per il nostro ambiente; vorrei loro ricordare che la tutela dell'ambiente e la valorizzazione del territorio presuppongono la necessità di armonizzare il rapporto tra ambiente e la sua modifica, conseguente ad una eccessiva antropizzazione. Una politica di pace significa anche porre un limite agli eccessi, che si esprimono nello sfruttamento indiscriminato del territorio, senza porsi la domanda di quale mondo lasceremo in eredità alle future generazioni. Sono queste le sensibilità e le tematiche che prendono simbolicamente forma e corpo, in quelle magnifiche e colorate manifestazioni, incontrarsi con tutte queste moltitudini alle marce, assume un significato che rinnova in noi la speranza che un mondo diverso è possibile, rinnovando l'energia per costruirla, la pace..

Vorrei qui ricordare il grande successo della marcia di quest'anno, che con i suoi numeri: 200 mila partecipanti, più di 1400 organizzazioni (da Libera di don Luigi Ciotti a No Excuse, poi Acli, Cgil, la Cisl, le associazioni delle ong, gli scout dell'Agesci, gruppi di solidarietà per la libertà in Birmania ) oltre ai 400 tra comuni ed enti locali, stanno a testimoniare quanto esteso e variegato sia l'universo Pacifista. Un successo di cui andar fieri.

In riferimento alla sua risposta all'interpellanza da me presentata in consiglio comunale il 17 settembre 2007 mi preme farle notare alcune incongruenze da me riscontrate. Premetto che mi fa piacere aver appurato la sua conoscenza dell'artico 11 della costituzione, ma le consiglierei anche una attenta lettura dell'articolo 2 e 3, che insieme ad altri articoli che le citerò a seguito, sono i presupposti ispiratori per l'azione di una Amministrazione Comunale al fine di promuove una vera cultura di pace, almeno come la si intende nel suo significato più profondo.

Gli articoli a cui mi riferisco sono i seguenti:

  • oltre agli art. 2,3,11 della Costituzione Italiana; gli art. 1,2,4,11,12,15,18,23,53,73,76,84,99,106 della Carta delle Nazioni Unite, il preambolo e l'art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
  • l'art.13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; l'art.20 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
  • la Raccomandazione dell'Unesco sull'educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace Internazionale e sull'educazione relativa ai Diritti Umani e alle libertà fondamentali;
  • l'art.9 della Dichiarazione sulle responsabilità delle generazioni presenti verso le generazioni future;
  • il preambolo e l'art. 1 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
  • il preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea; la Dichiarazione sulla cultura di pace adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13.9.1999.

Mi vorrei soffermare su quest'ultimo punto poiché sempre nella sua lettera, signor Sindaco, venivano sminuite iniziative di carattere locale e nazionale come quelle del coordinamento enti locali per la pace ( da qui la vostra decisione di uscirne) mentre si confermava la disponibilità a promuovere e favorire organizzazioni internazionali quali quelle proposte dalle Nazioni Unite.

A tal proposito la informo che è stata, e lo è tuttora; questa "dichiarazione sulla Cultura di Pace" proposta dalle Nazioni Unite, il documento ispiratore di quelle Amministrazioni, che per prime si sono dimostrate sensibili alle tematiche della pace.

Amministrazioni che in conformità ai principi costituzionali e alle norme internazionali, riconoscono i diritti naturali ed inalienabili di ogni individuo. ribadendo con fermezza e fatti il "ripudio della guerra" quale metodo di risoluzione delle controversie internazionali. I fatti posti in essere sono la promozione di rapporti diversi fra le nazioni, nonché la cooperazione tra soggetti di pari dignità, riconoscendo nel contempo per parte nostra, che solo esportando Pace è possibile perseguire obiettivi di sviluppo reale. La Pace quindi risulta essere un diritto fondamentale, qualcuno di voi potrà anche sorridere, ma noi percorriamo un sentiero non certo facile, inseguendo il sogno della abolizione della guerra. Principi e norme, a cui Lineacomune ha sempre fatto riferimento in questi anni di buona Amministrazione, e che lei, signor sindaco, ha ufficialmente affermato, di voler "continuare" a sostenere con atti formali e con partecipazione diretta. Ma ci chiediamo come porterà avanti questi intendimenti visto che, voi oggi state mettendo al bando uno strumento importante come il coordinamento Enti locali per la Pace. Ricordo con piacere l'iniziativa "pace da ogni balcone" e le centinaia di bandiere che hanno colorato il nostro paese. É stato un successo di cui andar fieri. Bandiere su davanzali e balconi, esposti da privati cittadini da sedi di associazioni, istituzioni, dalle parrocchie che avevano risposto alle preghiere del papa, e vorrei qui ricordare, che anche alcuni dei rappresentanti di questa maggioranza, del resto documentato, non hanno negato la propria adesione in quella circostanza, all'invito del mondo pacifista, testimoniando il loro ripudio verso una guerra che tutt'ora sta insanguinando il Medio Oriente.

Chiedo pertanto a questa maggioranza e al signor sindaco, le motivazioni che hanno determinato questa triste inversione di marcia.

Che il sentimento della pace possa essere manifestato tra le mura domestiche lo reputiamo un valore aggiunto a quanto ognuno di noi può proporre. Ma che una Amministrazione Comunale, la quale dovrebbe rappresentare la più alta espressione laica dei valori condivisi, si sottragga al dovere di compartecipare alla costruzione di un mondo più umano, mediante organismi in grado di portare queste istanze ai livelli più alti della politica, assume una valenza a dir poco sconcertante. Ogni municipalità dovrebbe andare fiera nel contribuire a simili organismi, ma a quanto pare si preferisce fare risuonare tra le vie del paese "il passo e la cadenza della Folgore". Questa maggioranza, come primo atto amministrativo ha pensato bene di rimuovere la bandiera arcobaleno dalle staffe del comune, uno "scomodo vessillo" che quantomeno ricordava al viandante un valore per il quale vale la pena spendersi.

Le banali motivazioni di questo gesto da lei esposte signor sindaco, non so chi possano aver convinto, certamente i più sprovveduti. Per contro, hanno fatto capire a tutti noi ed a quanti condividono le nostre preoccupazioni, la sua sensibilità e quella della sua maggioranza, rispetto a queste importanti tematiche. Non resta che complimentarmi per il coraggio che la vostra azione ha comportato.

Le ricordo che i valori della pace di cui quella bandiera è portatrice, sono valori che il mondo cattolico, a cui lei spesso fa riferimento, ha sempre sottolineato con forza.

Sotto quei colori due pacifisti bresciani del "Mir Sada" (pace subito) sono stati trucidati in Bosnia mentre portavano aiuti alle vittime di quella carneficina. Sotto quei colori una pacifista statunitense si e lasciata stritolare dai cingoli di un bulldozer in Palestina, nel tentativo di proteggere le misere case di una umanità trattata come numeri; sotto quei colori quest'anno, un volontario italiano e stato assassinato a Gerusalemme mentre stava spendendo le sue vacanze in un progetto a favore dei bambini Palestinesi. Ecco, quando non siamo in piazza a manifestare, noi siamo li, in corpo o in spirito, ma siamo li! Dove i reietti del mondo non hanno voce, siamo li!

Fatico a capire il perché di questo gesto, non capisco, e come me molti cittadini, le reali motivazioni di tale scelta, che a mio avviso entra in rotta di collisione con l'apprezzamento del Santo Padre, il quale si è espresso positivamente sui valori che hanno contraddistinto la 17 marcia della pace tenutasi recentemente ad Assisi. Vorrei pertanto ricordare il "bene augurante saluto" che Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti, dove definisce la pace "preziosa" "dono di Dio" ed "esigente dovere" di ciascuno, e memore in particolare del 60.mo anniversario della dichiarazione ONU dei diritti umani" il Papa "ha esortato ad un sempre generoso impegno per la tutela della dignità della persona e la promozione della cultura della solidarietà, per un efficace contributo all' autentico progresso umano".

Pensieri quelli del papa che sovente sono stati citati da voi maggioranza come esempi da seguire.


Concludendo, alla luce di quando sopra affermato, il gruppo consigliare di Lineacomune esprime voto contrario alla decisione di questa Amministrazione di recedere l'adesione al coordinamento nazionale e provinciale degli enti locali per la pace.

Michela Viscardi
Giuseppe Vitali
Paride Mantecca
Andrea Colleoni
Ettore Fanelli

Pacifici e Pacifisti - scambio di opinioni sulla pace con la nuova amministrazione
Di Ettore Fanelli
Leggi la risposta del sindaco all'interrogazione

Pacifico: di carattere affabile e tranquillo e rifugge da ogni litigio e violenza.
Femm.- Occupazione militare del territorio di uno stato da parte di un altro, che non si fonda su un accordo tra i due stati né avviene in dipendenza di una guerra tra gli stessi.

Pacifismo: Atteggiamento di chi ama la Pace.
Movimento a favore dell'abolizione della guerra come mezzo di soluzione delle Controversie internazionali.

Pacifista: Fautore sostenitore del pacifismo.

(cit.: diz. ZINGARELLI ed.1970 pp.1193)

Egregio signor Sindaco, l'edizione sarà pure datata, ma il significato delle parole non penso sia cambiato. Nemmeno i cambi di governo, a dispetto di chi lo vorrebbe, possono tanto.

Parto dalla chiosa della Sua cortese risposta (prot.n.13902 del 26 settembre 2007) alla mia sollecitazione del 20 c.m. (lettere che riproduco a lato della presente), nella quale definisce "superflua la proliferazione di Enti…" il "Coordinamento Bergamasco Enti Locali per la Pace": ebbene, in primo luogo desidero precisare che non si tratta di un Ente, bensì del coordinamento per gli Enti (leggasi amministrazioni locali) che aderiscono ad un progetto al quale possano liberamente fare riferimento quei cittadini, siano essi minoranza che maggioranza, che si identificano in un impegno non violento per affermare valori ritenuti (sono certo che anche Ella ne convenga) universali.

La figura di un "Delegato", e qui vorrei rilevare che tale incarico risulterebbe a costo zero per l'amministrazione, riveste un ruolo fondamentale nel rapporto fra Istituzione e Cittadino in materia sia di informazione per le più svariate iniziative, che per la diffusione di una Cultura di Pace.
Preferisco però non utilizzare gli slogan e vorrei chiarire, per quanto mi è possibile, il concetto di Cultura di Pace.
In primo luogo sottoscrivo pienamente la Sua affermazione la dove recita "..tutti…."(i cittadini di buona volontà) "…delegati alla Pace; ". Credo però che questa auspicata tensione ideale, debba necessariamente individuare sbocchi propositivi affinché la città di "Utopia" rappresenti la nostra (e qui intendo per tutti) stella polare. Non è possibile che si continui ad identificare quanti perseguono, in buona fede, le molteplici Vie della Pace, come individui prigionieri delle ideologie; come peraltro mi risulta difficile accettare l'atteggiamento di coloro che: dall'Aventino, si ostinano a convincere, ed a convincersi, dell'ineluttabilità del destino umano, limitando ad una pur lodevole indole "Pacifica" all'immobilismo.
Fondamentale per una Cultura di Pace è comprendere l'essenza dei problemi che ci assillano, riuscire a scomporre le nostre vite in quel "massimo comun divisore" che ci rende e che ci fa' scoprire Uguali.
Libertà, Uguaglianza e fraternità, tre denominatori comuni che non possono esistere l'uno senza l'altro. L'attuazione di uno solo di questi intenti determina il fallimento del progetto e sappiamo bene a quale tragedia abbia condotto il perseguimento separato di questi obiettivi, dalla presa della Bastiglia in poi. Rispetto quindi, oltre che dei ruoli e delle competenze anche delle diversità, dove lo spazio è garantito per chiunque e non elemosinato a chiunque.
Ricostruire una politica dell'indispensabile, fa' parte della Cultura di Pace, il superfluo fa' imputridire gli animi. Ai meno fortunati non spettano gli avanzi, poiché anche nostra è la responsabilità della condivisione, oltre che riconsegnare alle generazioni future quanto loro spetta.
L'approfondimento delle cause che determinano l'involuzione etica del comportamento moderno, è il tributo dovuto per quanti conservano una adeguata sensibilità; ed ogni evento, sia esso culturale o di movimento, credo debba intendersi quale punto di partenza per una inversione di tendenza, che va a contrapporsi ai troppi segnali di barbarie che contraddistinguono la nostra epoca.
Premesso che la fraternità solidale sia il principio su cui poggia il nostro agire, nulla è da ritenersi superfluo, a maggior ragione se l'intento è di allargare la capacità critica dell'individuo, cedere ad un atteggiamento "pacifico" rischia di far sopire le potenzialità individuali, spostando troppo in la quel percorso innovativo che ritengo non più rinviabile, prima che si raggiunga quel punto di non ritorno.
Mi appello perciò al Suo senso di responsabilità (e sono sinceramente convinto che ciò faccia parte del Suo bagaglio etico), affinché non vada disperso tutto quel patrimonio che faticosamente è stato costruito in tanti anni di lavoro, dando continuità alla partecipazione, nostra e della municipalità, ad un organismo nel quale in tanti hanno creduto e continuano a credere.

Nella certezza di una disponibilità reciproca per un chiarimento la dove gli equivoci possano avere preso il posto della ragionevolezza, le porgo i più sinceri saluti di Pace.

E' Iniziato il cambiamento!!!
Ricognizione sui primi 100 (e passa) giorni di governo della lista civica Per Calusco (ovvero Forza Italia, Lega Nord, Oratorio e diverse sensibilità di destra che si riconoscono nel nostro Sindaco)
Di Michela Viscarci, Consigliere Comunale di minoranza

Sono appena rientrata dalla manifestazione di commemorazione del IV Novembre e l'assurdità di quanto vissuto e sentito mi ha suggerito la stesura di questo scritto.

Mentre in tutto il Paese, partendo dal Presidente della Repubblica in giù, nessuno si è lasciato sfuggire l'opportunità di ricordare i nostri caduti in guerra con una rilettura in tempi moderni del ruolo delle Forze Armate come portatrici di Pace e Solidarietà, noi abbiamo sostituito il tradizionale corteo per le vie di Calusco con una militaresca marcetta a passo di "campagna" (termine tecnico militare che indica la tipologia della cadenza da mantenere) ed al grido di "Folgore, Folgore" !!
Le prime parole del Sindaco poi, dopo aver deposto le corone di fiori (facendo lo slalom tra le macchine parcheggiate) presso i monumenti ai caduti, sono state una degna continuazione: "Finalmente abbiamo ridato dignità e ordine alla commemorazione del IV Novembre, restituendola ai cittadini di Calusco!"
Intendeva forse il cipiglio disciplinato dei militari presenti? O forse che le manifestazioni da noi precedentemente realizzate non fossero degne di nota perché le vecchie associazioni d'arma caluschesi non marciavano al passo??
Ma il peggio doveva ancora venire… il Sindaco continua più o meno così :La carta d'identità di una nazione è il suo esercito… e uno dei mali dell'Italia di oggi è l'aver abolito il servizio militare che garantiva ai nostri giovani regole, dedizione, disciplina!!
Credevo che una nazione dovesse farsi riconoscere per la sua Costituzione, per la sua Democrazia, per il suo Stato di Diritto e per i valori che li supportano!

Questo, sommariamente sopra descritto è stato l'ultimo dei "provvedimenti" presi negli appunto 100 (e passa) giorni di governo della nuova amministrazione.

Ma ripercorrendo a ritroso questi mesi ripenso al primo gesto compiuto dal nuovo esecutivo poche ore dopo la sua elezione: dai pennoni comunali viene ammainata la bandiera della Pace sostituita con quella verde e bianca della Regione Lombardia ( o della Lega Nord??).
In questi tempi che vedono Papa Benedetto XVI partecipare alla Marcia Perugia-Assisi ribadendo a gran voce che la vera soluzione ai problemi dell'umanità è promuovere la pace e la giustizia tra i popoli, quando ancora ieri durante l'angelus lo stesso papa ricorda ai cristiani che sono tenuti all'accoglienza ed alla solidarietà in favore dei poveri, dei profughi e degli ultimi; noi a Calusco, non solo sostituiamo la Pace con la Lombardia, ma usciamo dal Coordinamento Provinciale Enti Locale per la Pace!
Ma certo… dimenticavo, in uno dei sermoncini che il nostro Sindaco sempre ci riserva al termine dei Consigli Comunali, ha detto che la bandiera era solo un simbolo ed invece la pace ognuno deve portarla nel suo cuore!

Ed in mezzo a questi due provvedimenti che ci stà? Non molto, a dire la verità!

  • Ci sono i 20.000 euro in più all'anno che i nuovi assessori ci costano; infatti vista la necessità del Sindaco di accontentare tutte le correnti che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale abbiamo un assessore in più; visto che la legge prevede che i pensionati ed i liberi professionisti (anche senza rinunciare alla loro attività) percepiscano l'indennità per intero (1.200 euro al mese), mentre i dipendenti pubblici o privati che siano che non rinuncino al loro stipendio la percepiscono a metà, essendo l'esecutivo formato interamente da pensionati o liberi professionisti (fatta eccezione paradossalmente proprio per il sindaco), i conti son presto fatti.
    Ma non avevano detto che avrebbe svolto il loro ruolo come servizio alla comunità!?!
  • C'è l'intera strada asfaltata di fresco, così liscia e perfetta che ci può passare il giro d'Italia, del nuovo assessore al marketing, alla cultura e cos'altro non so; certo il rifacimento del manto stradale nella sua parte iniziale era già in programma, ma così come per tante altre strade del paese, ma l'esecutivo avrà ritenuto che proprio quella via fosse una priorità!
    Cosa diranno i concittadini che abitano nella stessa via dell'ex sindaco, piena di buche ed insicura, che per una ormai dimenticata forma di pudore lo stesso si è sempre rifiutato di ristrutturare?
  • C'è l'abolizione dei contributi e degli esoneri al costo del trasporto scolastico ed ai buoni pasto scolastici per le famiglie a basso reddito.
    Non basta più dimostrare di avere un reddito basso e compilando un semplice modulo presso l'ufficio Istruzione del comune, usufruire degli sgravi suddetti; adesso bisogna fare lunghe file dall'assistente sociale, il quale senza alcun criterio condiviso e conosciuto deciderà in maniera soggettiva se necessitate di tale aiuto oppure no.
    Beh, mi sembra di essere tornata all'Italia degli anni '70 dove l'assistenzialismo era scambiato per assistenza, e l'istituzione senza alcuna trasparenza, elargiva come e a chi meglio credeva.
    Ma la politica di sostegno alla famiglia non era al centro del loro programma elettorale?
  • C'è la meschina figura rimediata dall'esecutivo e quindi da tutta la comunità, all'Osservatorio Scientifico Permanente su Italcementi, dove un Sindaco incompetente in materia e un improbabile Assessore all'Ambiente si sono preoccupati esclusivamente che i rifiuti bruciati nel forno non vengano da fuori regione (sia mai che Italcementi bruci rifiuti del meridione!) e dove i tecnici del cementificio non hanno trovato nessun valido interlocutore all'interno dell'Amministrazione. Per altro sono stati gli unici a non presenziare al sopralluogo dei tecnici di tutto l'osservatorio effettuato sull'impianto per vedere dal vivo come avviene la gestione del CDR.
    Ma non doveva essere il comune di Calusco a tenere sotto osservazione Italcementi?? Oppure il contrario???
  • C'è la nuova commissione edilizia, farcita di imprenditori e professionisti, costituita secondo una dubbia rilettura della nuova Legge Regionale, senza alcuna rappresentanza per la minoranza.
    Come faranno durante le sedute, i commissari usciranno a turno ogni volta che si discute un loro progetto?
    Ah, dimenticavo che il Sindaco durante una seduta della commissione statuto e regolamento dove si discuteva la nascita appunto di questa commissione edilizia, ha detto che la stessa è solo un consesso formale, che tanto dove si costruisce, come si costruisce, con quale indici edilizi, a Calusco lo decido io!

Certo questi primi mesi di governo non fanno presagire nulla di buono, ed io, che amo il mio paese e spero possa prosperare invece che regredire, che pure capisco la necessità di un nuovo esecutivo di segnare il passo della discontinuità, consiglio al Sindaco ed alla sua Giunta di chiudere finalmente la campagna elettorale, di smetterla con la caccia alle streghe, con il tentativo misero di denigrare tutto quanto fin qui da noi realizzato e cominciare a lavorare.


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