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Lettera al Sindaco - 30.06.2008


Al sig. Sindaco: Colleoni dott. Roberto
All'Assessore competente alle bacheche.

Oggetto: rimozione della bacheca del Partito Democratico
In località Stazione FF.SS.

In data 29 maggio 2008, passando per la stazione locale, ho notato la nostra bacheca divelta, con due operai intenti a scavare nello spazio risultato libero dalla rimozione.
Alla mia richiesta di spiegazioni, gli operai dipendenti della ditta che ha in appalto i lavori, risposero di intervenire su disposizioni precise e che la bacheca rimossa sarebbe stata rilevata da personale istruito per l'operazione. Al posto della nostra bacheca, venne installata uno spazio pubblico pubblicitario.

Quantomeno singolare la scelta della nostra bacheca, dal momento che ne esistono ben tre in loco.

Allego copia dell'immediata richiesta di spiegazioni rivolta al comando dei Vigili Urbani tramite mail, il cui effetto è stato quello di un rapido ripristino della suddetta bacheca, ma con modalità alquanto precarie, per cui:

  • Si rinnovano le richieste di messa in sicurezza della bacheca medesima citata nella copia della mail allegata.
  • Che la messa in sicurezza preveda la visibilità dello spazio come lo era in origine.
  • Qualora le FF.SS. ci obbligassero a togliere l'ancoraggio posto sul recinto di loro proprietà, ci riteniamo autorizzati ad esporre il nostro materiale divulgativo sugli spazi che hanno preso il posto della preesistente nostra bacheca.
  • Decliniamo qualsiasi responsabilità, civile e penale, dovuta alla precarietà della postazione in oggetto, ritenendovi responsabili di tale rischio alla sicurezza pubblica.
  • Qualora, nei tempi previsti dalle normative vigenti, non venissero adempiute le richieste espresse, ci riteniamo autorizzati a fissare sopra la bacheca che avete installato (senza peraltro darcene comunicazione preventiva) la nostra, ritenendo il vostro gesto fortemente lesivo della nostra dignità e del rispetto che ci dovete, principi che il nostro Partito ha sempre espresso nei confronti di qualunque movimento o schieramento politico.

In attesa di una vostra cortese risposta e nella certezza che ne prendiate buona nota,
porgiamo cordialità.

Calusco d'Adda 30.06.2008

Per il direttivo del Partito Democratico
Sperandio Mangili

MONTECITORIO, Roma 13.05.2008 ore 10

Di Sperandio Mangili

Ho appena sentito il discorso del premier Silvio Berlusconi al Parlamento, e mi rendo sempre più conto di come il Camaleontismo di certi politici non finisca mai di stupire.
So di chiedere molto alla pazienza del lettore, ma per quanti, scavando nella memoria scolastica, hanno avuto l'opportunità di sorbirsi le "letture al negativo", e cioè rileggere brani dando significato contrario a quanto esposto nel testo, possono ben comprendere che il discorso del primo ministro risulta essere l'opposto del suo atteggiamento in campagna elettorale.
L'analisi che seguiva i miei esercizi scolastici accennati, ha per me rappresentato la base per una presa di coscienza, in riferimento alla coerenza tra fatti e quanto esposto pubblicamente.
Posso anche aggiungere che i presupposti per dei contenuti più aggressivi, difficilmente avrebbero avuto valenza e credibilità quale "uomo di Stato", e che quindi l'ovvietà dei passaggi che lo qualificano come tale, ne giustificano i toni concilianti.
Va da se che il discorso del Primo Ministro rappresenta una netta inversione di tendenza nei propositi rispetto alla pratica di aggressione verbale e di falsità, messa in atto sino ad ora dai membri dell'attuale maggioranza, a partire dal titolare di Palazzo Chigi; questo risulta almeno dalle cronache della storia recente.

Se non altro, uno degli elementi che hanno caratterizzato la campagna elettorale del Partito Democratico, ha persuaso il cavaliere che la civiltà si misura con la pacatezza e con il dialogo, almeno in questo passaggio al Parlamento.

Ciò che non mi convince sono le molte reticenze del discorso programmatico.
Nel passaggio in cui afferma che: "questo governo si impegna a sradicare le cattive abitudini della malavita organizzata" (n.d.r. mafia), la interpreto come un elemento inquietante, come se fossero solo le pratiche e non lo "Stato nello Stato" rappresentato dalle cosche mafiose a minacciare la nostra democrazia.
Del resto, sono in molti nella Casa delle Libertà (oggi Partito delle Libertà) a considerare come ineludibile la "convivenza con la realtà della mafia"; segnale di resa di uno Stato impotente, od osmosi tra pratica politica e malavita organizzata? Comunque sia, in entrambi i casi, un governo in carica non può considerarsi garante di uno Stato di Diritto se questi sono i presupposti, basti pensare all'aggettivo coniato per Mangano come "eroe" che resiste alla delazione per qualificare a quale "sradicamento di cattive abitudini" si faccia riferimento.

Nella parte in cui accenna ad una fase riformatrice della Carta Costituzionale nell'attuale Legislatura, il premier auspica "lo spirito dei Padri della Costituzione". Mi permetto di sollevare più di una perplessità in merito.
Una su tutte, nel suo discorso, Berlusconi non accenna minimamente alle radici sulle quali si è fondata questa Costituzione, e cioè la lotta di Liberazione, passaggio fondamentale che ha posto picchetti ben precisi ad ogni autoritarismo.
Questa omissione lascia aperti spiragli involutivi al nostro sistema democratico, (questo già sta avvenendo con emergenze pilotate, vere o presunte) che poco alla volta stanno traghettando i buoni propositi sulla sponda delle soluzioni rapide, non sempre esaustive ma purché incentrate su di un cambiamento qualunque esso sia, e cioè commissariando il commissariabile, fino ad escludere progressivamente il necessario dibattito garante del diritto all'emendamento, in ultima analisi alla partecipazione democratica.

L'abolizione dell'I.C.I. sulla prima casa.
Un percorso già avviato dal precedente governo, il quale ha introdotto un primo abbassamento delle aliquote. Oggi viene affrontato come "traguardo", fermo restando le disponibilità economiche, ma non si precisano le modalità per le necessarie compensazioni per gli Enti Locali.
Se il provvedimento prevede trasferimenti pari all'importo della tassa soppressa, si aprirebbe un nuovo contenzioso: per i comuni virtuosi, che hanno mantenuto aliquote più basse rispetto ad altri, frutto magari di tagli ad importanti capitolati di spesa.
A quale quota di trasferimento avrebbero diritto se confrontato alle municipalità che anno optato per una tassazione superiore?
Se i parametri accennati fossero quelli applicati, potremmo tranquillamente affermare di trovarci nella repubblica del bengodi, dove si penalizzano le amministrazioni oculate, gratificando gli sperperi.

Mi è difficile accettare che la detassazione degli straordinari possa favorire fra gli altri lo sviluppo economico. Un maggiore stimolo ai consumi, non lo si persegue solo aumentando il potere di acquisto, tanto più che lo straordinario rappresenterebbe una variabile al reddito; il rilancio dell'economia credo che si debba perseguire attraverso un allargamento della base su cui spalmare le risorse.
L'elemento che più dovrebbe preoccupare è di ordine etico in questa proposta.
Inserendo un provvedimento di detassazione, risulta inevitabile l'innesto di un elemento destabilizzante in rapporto all'occupazione, con l'aggiunta del fattore deflagrante che avrebbe come conseguenza l'ennesima guerra fra poveri: fra occupati e disoccupati, sommando inoltre un fenomeno che ultimamente ha colpito il ceto medio-basso e cioè la concorrenza al ribasso dei salari, favorita dal ricatto che oggi minaccia la classe lavoratrice: la delocalizzazione delle unità produttive.
Come può un provvedimento di questo genere essere inquadrato come un'innovazione di ammodernamento del nostro sistema, quando inevitabilmente andrà a minare i rapporti fra le classi meno abbienti?
La cultura individualistica su cui si fonda questa idea, non fa altro che radicare gli egoismi che purtroppo hanno già preso forma nella nostra società, rinchiudendo sempre più noi stessi nel nostro bunker, a difesa dei privilegi garantiti dalle normative che li hanno generati.
In fabbrica, in ufficio, ogni nuova assunzione rischia di annullare ogni forma di solidarietà, ribaltando questo valore trasformandolo in un attentato alla sicurezza economica derivante dal proprio lavoro.
Se è vero che il lavoro libera, è altrettanto vero che il troppo lavoro abbruttisce.
Sono consapevole di appartenere ad un'area geografica in cui una persona è definita "brava persona" perché lavora quindici ore al giorno.
Io penso che una brava persona non lavora quindici ore al giorno, perché se lavora quindici ore al giorno ne sottrae sette alla famiglia, ai figli, e vorrei vedere sfilare questi cartelli ai "Family day", per impedire alle famiglie di crescere come estranei.

CIRCOLO DI CALUSCO

LETTERA APERTA DEL PARTITO DEMOCRATICO

Apprendiamo dalla "lettera aperta" del nostro Primo Cittadino indirizzata alla Collettività Caluschese, che le finanze municipali sono state terreno di incursioni sprovvedute perpetrate dalla Amministrazione che ha preceduto l'attuale.

L'unico giudizio che si può dare ad una analisi del genere, è il pressappochismo con il quale vengono affrontati temi di notevole importanza. Solo una mente ottenebrata dall'acredine verso chi ha una visione della società diversa dalla sua, può generare pensieri di così bassa lega.

Stigmatizziamo innanzitutto il dominio, inteso come proprietà personale, che il sindaco si arroga della cosa pubblica, sottraendola virtualmente ad una collegialità ideale, con passaggi lessicali alquanto significativi oltre che inequivocabili.
Queste preoccupazioni si rilevano in più di un passaggio, come nel paragrafo riguardante il Centro Anziani: "..mentre MI mancano aule..", o per il "..costo pro-capite che MI avrebbe permesso.." che ritroviamo in quello riguardante il Centro Diurno integrato. Da ogni frase tracima un personalismo inquietante.
Questa concezione della municipalità, la dice lunga su come questo sindaco riponga fiducia nei suoi collaboratori.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai "..300 anziani che giocano a carte e a bocce.." nel Centro Anziani. Nessun primo cittadino si è rivolto ad essi con tanta grettezza e noncuranza. Evidentemente non è bastato che nel discorso di inaugurazione del Centro, il sindaco abbia esordito con: "..non vi diamo niente a gratis..", un ammonimento che presupponeva un dazio dovuto, un sottinteso "NON MI BASTA QUANTO AVETE DATO SINO AD ORA".
"Mazziati e cornuti" si dice in qualche parte d'Italia. Colpevoli di una eccessiva attenzione rivolta alla terza età. Regalie di spazi sottratti alle giovani generazioni.
In parole povere emerge tutta la considerazione di quest'uomo nei confronti della Persona anziana. Risulta evidente che un individuo vale solo se è in grado di produrre, e non quanto questi abbia contribuito nel suo passato alla collettività.
Può bastare ciò per denunciare il cinismo di cui è capace il dottor Roberto Colleoni?

Le "opere faraoniche": il capo della maggioranza, forse non si è ancora reso conto che sono servizi rivolti a bisogni reali della Persona.
Non si capisce bene, a cosa si riferisca dove recita: "MI avrebbe permesso di fornire a ciascuno…una lussuosa e continua assistenza personalizzata", in riferimento al Centro Diurno Integrato.
Per "continua", intende una presenza costante a domicilio del cittadino Paziente?
Per "lussuosa", intende forse una uniforme di gran gala del Personale di assistenza?
Probabilmente è sfuggito al nostro sindaco un dettaglio, evidentemente trascurabile per lui, ma che probabilmente non ha mai provato sulla sua pelle, ed è la realtà dei famigliari di persone in difficoltà, che per trecentosessantacinque giorni all'anno portano il peso di situazioni logoranti, e non chiedono altro che brevi periodi di sollievo, dando a questi la possibilità di un recupero di energie, fisiche e mentali.
È pretendere troppo da una Amministrazione Comunale seria? E si che dovrebbe essere avvezzo ai luoghi di sofferenza, dal momento che la sua professione le impone quantomeno un minimo di sensibilità ed attenzione.
A meno che egli riduca la questione "sanità" ad una mera questione contabile, importante certamente, ma solo dopo la Persona. Almeno su questo non si dovrebbe trovare in contraddizione con il programma che lo ha portato alla sua elezione, o ci si è già dimenticati di quegli impegni?

Ci risulta che i ritardi nell'entrata in funzione del Centro Cottura scolastico siano dovuti a ben altre cause, non ultima le indagini con coinvolgimento di Avvocati (e spese relative) su presunte irregolarità, finito poi in una bolla di sapone. Quanto sono costate queste consulenze legali?

Forse noi diamo per scontato che la solidarietà rappresenti quel tessuto connettivo per una civile convivenza. Purtroppo, registriamo che con una semplice battuta: "A pochi, ma con i soldi di tutti." si gettano in pasto al qualunquismo valori sui quali si basa la nostra civiltà cristiana.

Non vi è traccia, nell'accorato appello del sindaco, del milione e mezzo di € di spesa nel "SUO" bilancio di previsione triennale per la nuova caserma dei Carabinieri. Se ne è forse dimenticato di portare a conoscenza i Caluschesi del progetto di questa "indispensabile infrastruttura", tanto agognata dalla cittadinanza?

Il fantomatico "BUCO" di bilancio, ha finalmente capito a cosa è dovuto, dal momento che si ripresenta anche nel "SUO" bilancio? E ciò, nonostante l'aumento dell'addizionale IRPEF comunale (mediamente 30€ annui in più per ogni reddito), inasprimento delle multe stradali (previsto raddoppio), ed aumenti degli oneri di urbanizzazione, i cui proventi possono, nella percentuale prevista dalle normative, colmare il pagamento degli interessi sui mutui contratti. Questi mutui, è bene ricordarlo, derivano dalle opere di cui necessitava la collettività, fonte di quel BUCO che speriamo abbia finalmente capito da dove arriva.

Abbiamo l'impressione, che a furia di indicare la luna, si rimanga soli ad ammirare il proprio indice, nonché la propria incapacità ad amministrare le complessità che la società contemporanea chiama a gestire.

È tempo di levarsi elmetto e giubbotto antiproiettile sindaco, e smettere di sputate su chi ha bene amministrato, spetta a lei dimostrare con i fatti di saper fare altrettanto, cosa peraltro a lei sconosciuta. A riprova le ricordiamo alcuni aspetti del SUO malgoverno:

I 20000 € in più dei vostri compensi, i 1800 € degli "indispensabili" cartelli delle contrade storiche, le migliaia di € per l'arsenale municipale, vi sembrano un buon segnale di acume amministrativo?

A noi risulta estremamente chiaro l'obbiettivo primario della sua lettera, essa si innesta in una strategia più generale, tesa a riconfermare il suffragio del maggio scorso con la consultazione politica del prossimo aprile.

Un ultimo consiglio: un po' più di educazione nella sua veste istituzionale.

Il Direttivo del Circolo di Calusco
Del PARTITO DEMOCRATICO

Elezione del coordinamento di Circolo di Calusco D'Adda - 27.01.2008:
Votanti 97
Nulle 8
Carniti Giancarlo 8
Cattaneo Alfredino 34
Colombo Enzo 7
Mangili Sperandio 20
Papini Giovanni 15
Tomasoni Gualtiero 3
Marchesi Irma 35
Mazzoleni Elena 34
Tasca Roberta 17
A questi si aggiungono come previsto dal regolamento i consiglieri comunali che hanno votato alle primarie:
Colleoni Andrea
Fanelli Ettore
Mantecca Paride
Viscardi Michela
Vitali Giuseppe
Elezione del Coordinamento Provinciale di Bergamo
Collegio 18 - risultati del seggio di Calusco D'Adda:
Votanti 97
Nulle 4
Carniti Giancarlo 52
Ferraris Gianpietro 8
Galbiati Enzo 2
Maggioni Giovanni 10
Riva Roberto 10
Sala Achille 3
Seghezzi Alessandro 9
Bontempi Antonella 38
Ghezzi Silvia 18
Panzeri Domenica 16
Rizzuto Debora 16
I risultati complessivi sono riportati qui

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